|
||
|
|
||
|
sabato, 17 maggio 2008 In Polonia i mercati rionali ci sono e sono pieni di gente. Quello più grande di Wroclaw/Breslavia è su due piani: al piano terra vendono per lo più cose da mangiare, al primo piano tutto il resto che si può vendere. Papà Flanders, che per il suo metro e sessanta ha il passo lungo di un cestista, dirige il trenino formato da me e mia madre, che per il suo metro e cinquantotto ha il passo corto di Pisolo. Il primo piano del mercato è un gigantesco soppalco, quindi si guardano un po’ le vetrine e poi si guarda verso il basso cercando di individuare qualcosa di diverso dalle innumerevoli casse di cetrioli presenti nella maggior parte delle bancarelle. Su questo punto vorrei fermarmi un attimo. Quando si parla della Polonia e del cibo un sostantivo si staglia sopra tutti: verza. Nel caso fosse stato questo il motivo per cui non vi siete recati in quella ridente terra dell’est, sappiate che di verze non ce ne sono. Però ci sono cetrioli nelle insalate, nelle salse, da soli o in compagnia, a colazione – pranzo – cena, sui tram che cercano di rubarvi il portafoglio. Prendete le vostre precauzioni. La maggior parte dei negozietti su questo piano vendono ombrelli, secondi classificati i rivenditori di paccottiglie ornative di pessimo gusto, seguono i negozi di borse in pelle, penso di bisonte, animale nazionale a cui è stata dedicata una vodka, a base dell’erba che è solito mangiare(e sui cui cammina, amoreggia e probabilmente piscia pure – ve la consiglio accompagnata al succo di mela). Mentre io e mia madre lumiamo le borse in cerca di qualcosa non dico di raffinato, ma perlomeno di guardabile, mio padre continua dritto per la sua strada finchè non esclama “Ööööööh!” (mi raccomando, c’è la dieresi, quindi la bocca è a culo di gallina). Mio padre usa quel tono quando si trova di fronte a qualcosa che gli piace ma di cui ignorava l’esistenza o a qualcosa che potrebbe farlo molto ridere. Visto che io e mio padre ridiamo per le stesse cose (per i film di Woody Allen, le disgrazie altrui, le rotture accidentali di oggetti fragili, il dialetto romagnolo) mi avvicino e gli chiedo, guardandolo,“che c’è?”, poi mi sono voltata verso la vetrina. Ho visto Nightmare per puro caso a 9 anni, qualche volta il ciclo è arrivato in ritardo ( due, massimo tre giorni, che durano un’eternità), ho studiato tedesco alle superiori, insomma il terrore non mi è del tutto sconosciuto. Ma trovarsi di fronte un muro di piccole teche ognuna con all’interno la sua tarantola è stato decisamente troppo. Non mi sono soffermata per vedere quante fossero esattamente, ma erano abbastanza per innescare le due manifestazioni dell’aracnofobia: fuga e prolungata trafila di improperi. La fortuna di essere in un paese straniero mi permise di imprecare senza trattenermi più di tanto, particolarmente ricorrente era la frase “Ma in che cazzo di paese di merda si vendono taratole al mercato?”. Come sottofondo ai miei insulti, papà Flanders sbuffava a labbra serrate cercando di trattenere le risate. Mi dimentico sempre che una delle cose che fa ridere mio padre sono io, mentre io non mi trovo affatto divertente, soprattutto mentre mi piglio a manate sulle braccia pensando di avere delle ragnatele addosso. Per il resto è una bella città. postato da Lilo |
17:31 | commenti (3)
venerdì, 18 aprile 2008 Cosa può rovinare la gioia di un 28 in storia contemporanea, dopo aver provato a darlo circa 10 volte ed essersi ritirate sempre all’ultimo minuto? Più o meno un centinaio di cose, tipo la pioggia, l’herpes, la pelle screpolata attorno al naso, stare in mezzo alle ascelle sull’autobus, qualcuno che dice di doverti chiamare e poi non chiama, la vittoria di Marco ad Amici, soprattutto se queste cose capitano tutte assieme. Però che soddisfazione, puttanazza. Ps: a chi è arrivato qui cercando ”non puoi farti deprimere da un cretino” volevo dire che non è una possibilità, è un dovere quello di deprimersi. Anche perché altrimenti che scusa usi per gli acquisti orrendi che farai in questo periodo? postato da Lilo |
18:03 | commenti (14)
martedì, 08 aprile 2008 Pensavo che la sensibilità dei miei incisivi superiori giganti fosse dovuta a una recessione della gengiva, quindi ho deciso di andare dal dentista, che mi ha detto di non preoccuparmi perché è solo una leggera infiammazione, ma forse è il caso di preoccuparsi di quei nove denti cariati e in via di incariamento che mi ritrovo sparsi per la bocca. Comunque a causa del continuo immaginare le mie gengive salire fino a tapparmi le narici mi è venuta l’herpes, tanto per occupare il tempo fino alla prossima visita. Ieri continuavo a pensare “perché non vado a rifarmi il ciuffo, che mi stava così bene?”. Oggi mi sono ricordata perché: fitte lancinanti all’occhio sinistro e mani sempre in faccia. Ma ora so che Rolandoilparrucchieredelledive è il migliore a fare la piega da quarantenne che non riesce a farsene una ragione degli anni che passano, nel caso in cui volessi travestirmi così per una prossima festa in costume. Per il resto tutto bene. postato da Lilo |
18:07 | commenti (9)
domenica, 09 marzo 2008 A volte torna utile non farla per qualche giorno, qualcuno potrebbe farti i complimenti per aver scelto a favore della vita. postato da Lilo |
13:18 | commenti (4)
martedì, 04 marzo 2008 1- all’asilo mi mangiavo le caccole 2- alle medie ho comprato qualche numero del manga comico e leggermente porno “Ranmaru” 3- ho registrato svariate puntate di Popstar, trasmissione che diede i natali alle Lollipop. 4- adoro "Professione vacanze" 5- ogni tanto sull’autobus immagino di ritirare l’Oscar per la miglior sceneggiatura e mi commuovo con i lacrimoni pensando al discorso che farò 6- ho ancora le cassette del finto programma radiofonico che registravo con una mia compagna delle elementari, ma non ho il coraggio di riascoltarle 7- una sera che non riuscivo a dormire ho preso mezza pastiglia di Lorazepam e comunque non sono riuscita ad addormentarmi. Ringrazio Trenta per avermi passato questa catena, adesso voglio sapere i segreti di Giffa, quella antipatica e stronza (che non risponderà mai), Dottor D., Imo e Ari. postato da Lilo |
17:32 | commenti (4)
domenica, 02 marzo 2008 Mi segno qui sul blog che in questo momento ho deciso di andare a fare un giro in macchina oggi pomeriggio, così quando stasera ripasserò di qui, dopo non aver neanche tentato di togliermi il pigiama, penserò a quanto sono cacasotto e di essere l’anello debole dell’emancipazione femminile. postato da Lilo |
13:29 | commenti (3)
martedì, 26 febbraio 2008 ”Tu vai in Russia, ti prendi migliaia di euro, poi torni qui e ti permetti di steccare!” ”Ma tu quante volte mi hai chiesto di venire in Russia con me?” ”Tutte le volte!” Andare in Russia con Toto e poi tutti a fighe insieme dopo il concerto. Questo è l’italiano vero. postato da Lilo |
16:33 | commenti (9)
giovedì, 21 febbraio 2008 La mia infanzia è scandita da “Eh!” e da “Oh!” pronunciati dai miei ogni volta che facevo o dicevo qualcosa di sconveniente: ruttini a tavola, pulizia delle mani nella tovaglia, insulti a mio fratello. Io mi appallottolavo dalla vergogna e mi ritiravo in camera . Oggi pomeriggio ne ho mollata una in salotto e mia mamma ha riso. Anche questo vuol dire diventare grandi. postato da Lilo |
15:05 | commenti (3)
mercoledì, 13 febbraio 2008 In prima media ho litigato furiosamente con una mia compagna di classe perché voleva essere anche lei Posh Spice. Me lo ero guadagnato in quinta elementare quel ruolo e non avevo nessuna intenzione di lasciarlo alla prima sciagattata che mi si presenta davanti millantando chissà quali affinità cosmiche con Victoria. "Lei è nata in aprile, io in ottobre, tu a dicembre. Quindi sono più simile io a posh spice!" Ma vaffanculo. Certo che a saperlo prima che mi sarei sposata con uno che si fa ingrandire il pacco nelle pubblicità, le avrei lasciato volentieri il posto. postato da Lilo |
13:05 | commenti (4)
domenica, 10 febbraio 2008 Ho l’umore che sta bucando il parquet, ma allo stesso tempo ho scoperto di aver perso due chili. Che faccio, brindo per festeggiare o bevo per dimenticare? postato da Lilo |
19:43 | commenti (3) |
|
*loading*
persone si sono bruciate le retine.
non
sentitevi obbligati ad usarlo |