Sulla metro gialla alla fermata Missori si può trovare un certo tipo di uomo. Alto,moro,sport-chic,barbetta,occhiale da sole non troppo vistoso,borsa con -penso- computer portatile. Allora lo si segue per far sì di entrare nello stesso vagone,così tanto per lustrarsi gli occhi. Capita a volte che di scatto cambi vagone,allora tu resti sola col tuo ciccione di dubbia provenienza che puzza. Se non cambia vagone le possibilità sono queste: -il ciccione (quello di prima) copre la visuale -scende alla fermata subito dopo -scendi alla fermata subito dopo -il tipo si toglie gli occhiali e fa cagare -il tipo si toglie gli occhiali,è un pezzo di figo e,giustamente,non ti caga di striscio. Oppure può succedere come a me oggi. Il tipo si toglie gli occhiali,è un pezzo di figo,giustamente non mi caga e inizia a lanciare occhiate al tizio che ho seduto di fianco. Tra l'altro brutto.
Volevo iniziare ad ascoltare gli Smiths per poter diventare un pò più "di nicchia". E invece mi sono impantanata nei Jackson 5. Non capisco il nesso,ma è andata così. Sarà una congiunzione astrale...
Un ragazzo cammina tranquillo sul marciapiede.Molleggia controvento. Nel vento freddo di una uggiosa giornata d'estate quel ragazzo molleggia controvento con una polo blu e dei bermuda beige. La polo larga si muove lieve su quel corpo esile in cerca di compensare il vuoto. Gli occhi di quel ragazzo guardano tranquilli in avanti, infastiditi dal vento e dai capelli. I capelli arruffati seguono il vento danzando.In aria,sulla fronte,sugli occhi.Un-due-trè,un-due-trè. Un piccolo boccolo si posa sullo zigomo.Il viso scavato di quel ragazzo ha la pelle liscia come quella di un bambino. Vicino alla bocca rosea porta con la mano destra una sigaretta.Gesto non curante e gentile fatto da quel ragazzo lieve. Le labbra si muovono in un sorriso cortese,la voce bassa mi regala un "ciao" inaspettato. Un "ciao" un pò teso il mio,forse incantato dallo spettacolo. Quel ragazzo cammina tranquillo sul marciapiede.Molleggia controvento e mi passa oltre.
Da una settimana è iniziato Summer Hits su MTV, quindi è ufficialmente iniziata l'estate. Essendo quindi ufficialmente iniziata l'estate, bisogna focalizzare le proprie energie sulle vacanze. Perchè le vacanze, cari miei, sono un lavoro pesantissimo. Le vacanze estive sono l'esame finale dell'anno trascorso. Bisogna mostrare ciò che si è preparato durante l'inverno. Cazzo, uno stress terribile! Come primo passo Lilo ha stilato la Lista di cose da comprare per la Summer 2004 Tradizione che ormai va avanti da un 5 anni buoni. Nel contempo Lilo fa palestra, non mangia Mister muffin, cura la pelle del viso e i capelli e si dedica alla decorazione di magliette e canotte.
Che io poi devo riprendermi quello che mi spetta di diritto,st'estate. Riuscirò a diventare un pezzo di figa entro Agosto?
Volevo avere un parere su una cosa che vorrei fare... Io ho un pò paura.. Le mie amiche che l'hanno già fatto hanno detto che fa male... Mia mamma dice di non farlo perchè sono ancora piccola... Però io vorrei tanto! E poi ad agosto vedo l'Aretino....
Sto male,non ce la faccio più. I julie's e la house non servono a nulla. Non riesco a scrivere sinceramente. Il sole non brilla più. Posso solo spazzolarmi i capelli e guardarmi allo specchio.
D'inverno ti svegli la mattina alle 6.30, ti alzi dal letto alle 6.45,fai pipì,ti lavi la faccia con mille prodotti diversi,non fai la doccia perchè l'hai fatta la sera prima,giusto una sciacquata alle ascelle,fai colazione guardando l'oroscopo su La7/MTV e poi quello di Branko alle 6.55.Dopo aver ricevuto in premonizione una giornata di merda,scegli con cura i vestiti e poi ne metti tutt'altri,metti i libri che mancano nello zaino,cambi cd nel lettore,ti metti del fard per darti un colore normale,che la mattina c'abbiamo tutti la faccia verde,prendi l'abbonamento del tram,il cellulare e esci alle 7.25 di casa,quindi in ritardo. Poi il resto è scuola fino alle 13,e poi pomeriggio.
D'estate ti svegli non si sa quando.La mattina bisogna recuperare le ore di sonno perse durante la notte alla ricerca di un angolino fresco in cui addormentarsi o cercando di ammazzare quel insetto (infame bastardo porco) che si infila nell'orecchio emettendo quel fastidiosissimo ronzio improvviso che ogni volta toglie un 5 anni di vita. -Io ho pure il problema che senza coperte non dormo, perchè ho paura che i ragni che non ci sono si impossesino del mio corpo,quindi la notte è una specie di lungo bagno turco per me.- A volte ci si sveglia verso mezzogiorno,per cui il problema del mattino non si pone. Ma c'è una strana maledizione legata alle mattine d'estate. Di solito,a giugno,o il vicino di sopra o il vicino di sotto vogliono sistemare casa.Ma mica spolverare o cagatine del genere. Si parte da un minimo di cambiamento della disposizione dei mobili in salotto all'abbattimento di muri. -Io poi ho il vicino pazzo che l'anno scorso si era messo a zappare la terra secca in giardino alle 6 di mattina.- Una volta svegli ci si rende conto del caldo e quindi non ci si riaddormenta più. Bene.Sono le 9 di mattina e non c'è niente da fare. ..... Che cazzo si può fare?
A questo punto si va alla ricerca delle possibili attività da svolgere. 1. Mettere a posto la camera. Attività superflua visto che appena l'avrai messa a posto la rimetterai in disordine. E poi sollevare tutta quella polvere fa male. 2. Cambiare il guardaroba. Non si può fare. Coi tempi che corrono non sia mai che venga una bufera di neve in pieno luglio e noi non siamo preparati. 3. Fare i compiti. E poi a settembre che faccio? 4. Leggere. Ho già finito il libro ieri sera cercando di addormentarmi. 5. Guardare la TV. Di interessante c'è solo Commesse che inizia alle 11 e passa. 6. Andare in palestra. Dai,stiamo facendo un discorso serio. 7. Chiamare le amiche. E se stanno dormendo? 8. Lamentarti. Questo mi viene bene, ma al massimo mi lamento col pesce. 9. Fare un cd. Mi dici tu le canzoni da scaricare? 10. Rendersi utili alla società. E la società cosa mi da in cambio?
Voi che consigliate di fare?Sono problemi gravi questi.
Racconto di analisi : io, secondo me, che poi sono un altro
Stava seduta sola in un tavolo da quattro nell’angolo destro più in fondo al locale. Era seduta sulla panca rivolta verso l’uscita, con la spalla sinistra appoggiata alla grande vetrata che dava sul corso. Era l’ora del tramonto. Il palazzo di fronte al bar aveva un’aurea rossa che si rifletteva su quella vetrina e su quel tavolo ancora lucido dall’ultima pulitura. La ragazza guardava il riflesso, poi l’aurea intorno al palazzo e ancora la gente che camminava fuori. Girava distrattamente le pagine di un giornale con grandi foto di cantanti poco famosi, sconosciuti ai più. A destra del giornale, un piattino con un tovagliolo e qualche briciola. Accanto, una tazza ancora piena di tè caldo al limone. Nessuno beveva a quell’ora il tè caldo, per questo lei lo beveva. I muscoli del viso erano rilassati e gli angoli della bocca scendevano lievemente verso il basso, creavano un broncio infantile. Sembrava triste, in realtà era solo tranquilla. In quella luce incantata lei era calma; nella solitudine di quel grande tavolo lei stava bene. Era solo con se stessa che lei non doveva mentire, non doveva indossare maschere. Non che fosse una bugiarda cronica, solo non le riusciva di essere vera se quella verità avrebbe deluso chi le stava accanto. Era incapace di dosare le parole e le sue verità suonavano come un tuono a ciel sereno che porta la tempesta. Le era bastato dire una volta la verità per veder piangere chi le lacrime le versa solo mentre ride. Le era bastato essere vera una sola volta per attirare su di sé l’odio di chi era suo amico. Essere vera voleva dire restare sola, ma lei restare sola non voleva. Allora stava sola, si isolava, in silenzio. Si isolava anche nella folla, tra chi per lei era importante, e osservava, valutava, calibrava le parole e riferiva il risultato dei suoi calcoli. Non lo faceva per cattiveria, lo faceva per non sembrare cattiva. E lei non era cattiva, voleva solo che l’ambiente attorno a sé fosse felice, perché la felicità degli altri era anche la sua. Lei si rifletteva negli altri: se gli altri erano felici lo era anche lei; se gli altri erano tristi, rabbiosi, delusi, lei rifletteva quei sentimenti. E la sua natura malinconica doveva essere nutrita da sorrisi, risate e tranquillità perché restasse nascosta. Il riflesso sul tavolo spariva, il sole era già dietro al palazzo, i colletti bianchi si riversavano nella metropolitana, i negozi si svuotavano. Il tè al limone si era raffreddato e lei lo butto giù in fretta, un po’ disgustata. Chiuse il giornale, lo arrotolò e si alzò dal tavolo tenendolo in mano. Pagò, uscì e continuò a comportarsi come aveva sempre fatto.
Ieri sera diciottesimo della Danuz al Karma-Borgo. Giardino,divanetti,house -pura house- music. Scarpe scomode col tacco senza cerotti. La Vale si porta il tipo truzzo e il tipo truzzo si porta degli amici. Un amico ha il cappello nero e un ghigno alla Quentin Tarantino. Mio.Quello è mio. Con l'intercessione della Vale il tipo si avvicina e mi chiede di andare a ballare in pista. Mi tolgo dal muretto dove ballavo con la Sister e vado mano nella mano con lui. "Come ti chiami?" "Simone" "Chiara" In pista la calca è soffocante,la musica troppo alta per parlare. "CHE SCUOLA FAI?""SEI AMICA DELLA VALE?""QUANTI ANNI HAI?" Sono finiti gli argomenti e non c'è abbastanza tranquillità per cercarne di nuovi. Ha le labbra sottili ma morbide.Un signor bacio potrei dire. Infila le mani tra i miei capelli,senza sapere quanto amo questo gesto. "Come sei carina" Mi bacia la fronte,il naso.Sorride quando gli metto le mani attorno alla vita. Alcune brevi pause per fumare una sigaretta,interrotte dai miei "Che bella questa canzone!Andiamo?" Poche informazioni su di lui.So solo che gli piace vedere due lesbiche. E che gli piacciono i baci sul collo.Pure troppo. Ha il mio numero. Ma non ho voglia di sentirlo. Come al solito.
Finalmente è finita.Non ce la facevo più. L'anno scolastico più lungo e pesante mai vissuto in vita mia. Peggio anche della seconda asilo, che è stata parecchio impegnativa visto che nel frattempo mi sono pure sposata. Talmente stanca da sopportare a malapena il rumore dei miei passi,figuriamoci le liti tra i miei e mio fratello. Ma per cosa poi? Quale vescovo è meglio tra Carlo Maria Martini e Dionigi Tettamanzi.
Lo spettacolo è andato molto bene. Io sono stata bravissima. Mille complimenti per la mia mimica straordinaria e la mia naturalezza. In più ero un gran tocco di gnocca con le decolté nere di vernice e il vestito nero semitrasparente con la sottoveste corta. Mi sono innamorata di Erasmo, un uomo troppo stiloso.
Turco non risponde agli squilli. E i soldi ce li ha,lo so. Lo odio. Ha capito la tattica, lo stronzo.
La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti.
Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine.
Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno.
Impara a convivere con la tendinite da ballerine.
I'm a rainbow too.