Nella passata settimana,l'argomento clou qui a Milano è stato il terremoto. Ha superato il tempo atmosferico e i disagi del servizio pubblico nella classifica degli argomenti più banali di cui parlare. Non avendone parlato a tempo debito,ve lo dico ora. Potrei dirvi che mi sono accorta del terremoto quando mi sono ritrovata una mensola che stava in equilibrio sul mio naso e una valanga di libri mi faceva da coperta. Ma la verità è un altra. Io non ho sentito un emerito cazzo. Anzi,sono dell'idea che in realtà il terremoto non ci sia stato e tutto questo sia stato inventato solo per farmi sentire esclusa dalla società. Bastardi.
Il bello di questi compleanni importanti è il regalo dei genitori. Il regalo dei genitori non è mai una sorpresa ed è solitamente qualcosa che si compra al Media World/Trony/Expert/quel genere di posti lì. Oppure è una bellissima bustarella con un biglietto dall'estetica discutibile, ma dal contenuto affettuosissimo: banconote appena sfornate dal bancomat. Io non vorrei riceve la bustarella,perchè finirei per spenderla in quaderni di Hello kitty e cappelli che indosso sì e no una volta all'anno, e mai per più di 10 minuti. L'idea,anzi l'utopia mia iniziale era di farmi regalare il computer portatile. Ovviamente l'idea è stata bocciata in partenza con giustificazioni quali: "Ma c'è già il computer!" "Ma dove lo metti il cavo per Internet?" "Ma per favore!"-questa è del papi,uomo di poche parole- E notando che il prezzo medio di un computer portatile decente è duemila e passa euro,ho preferito lasciar perdere. La seconda idea era la macchina fotografica digitale.Una di quelle robe grandi come il palmo della mia mano, con una definizione tale da rendere visibili tutti i punti neri che ho sul naso. Siamo sui 350 euro.E poi mi sembra che faccia poco regalo per il diciottesimo.Sembra più un regalo della cresima. La video camera?L'hanno regalata pure alla Sister e alla Gino, sembra il regalo più gettonato. Peccato che non abbia un cazzo da filmare. Quindi ora mi consegno nelle vostre mani,o voi che i diciotto li avete belli che passati da tempo. Che cazzo mi faccio regalare?
E quindi oggi inizia la mia ultima settimana da minorenne. Devo commettere un crimine finchè mi è possibile. Comunque è una settimana iniziata benissimo. Mi si è rotto il televisore in camera e ho 8 dita su 10 distrutte dallo sgranocchiamento selvaggio delle pellicine. Stendiamo un piumone pietoso.
Credo che MTV ci tenga che io non mi suicidi,visto che mi regala un nuovo programma di Massimo Coppola 3 giorni prima del mio diciottesimo compleanno. Che schifo,non voglio diventare maggiorenne. Perderei il poco fascino che ho.
Uno si vede un trailer con Richard Gere e Jennifer Lopez. Lasciamo da parte Richard Gere, che è sottovalutato solo perchè è un uomo di una bellezza stagionata quasi assassina. Ma Jennifer Lopez ha solo due espressioni: culo di profilo, culo da dietro. Allora si immagina la classica commediola semi-sentimentale, in cui il vecchio corofilo si innamora di quel tronco di figa dell'insegnante di ballo, lei rimane stregata dal fascino del capello brizzolato e vissero felici e contenti. Una cagata insomma. Invece ti ritrovi un film che ha il suo perchè. Ha un perchè che guida tutto, un perchè comune a tutti: la noia della routine. La storia di un uomo, come mio padre, che ha un buon lavoro,una bella famiglia,una moglie che ama,ma che è insoddisfatto. Allora si iscrive a una scuola di ballo e trova la piena felicità. Oddio,mio padre si è fatto presidente dell'azione cattolica di parrocchia, che non è proprio la stessa cosa,ma il senso è quello. Comunque ve lo consiglio, è un bel film. Cazzo,non sono mai stata così tanto concentrata al cinema!Solo due commentini ho fatto!
L’altro giorno l’amico Dottore mi ha consigliato un libro, "Fango" di Niccolò Ammaniti. Io, che adoro comprare i libri, ho subito sganciato 7.80 €, tutta contenta. Amo i libri della piccola biblioteca oscar Mondadori, con la copertina così bella da toccare, non tutta lucida che poi restano le ditate e diventa opaca. Poi le alucce dentro, gialle, che abbracciano le pagine quando smetti di leggerlo. Adorabili. Perché io di libri ne compro, ma l’80 % non li finisco. Li lascio a metà, alcuni anche prima, altri più avanti. E non è neanche per il fatto che il libro sia noioso o perché io non abbia il tempo per leggerli. Oddio, a volte sì. Ma non sempre. Semplicemente succede. Succede che divori 40 pagine e poi ti telefona un’amica con cui resti al telefono un’ora. Succede che finisci un capitolo e decidi di fare una pausa per mangiare qualcosa. Succede che compri un altro libro, o che te lo regalano. Succede che vai a dormire. Io non ho mai avuto la capacità di gestire un distacco. Ma in qualsiasi cosa. Mi sono accorta che il rapporto che ho con i libri è lo stesso che ho con le persone. Capita che per un solo fattore di distacco io perda completamente un rapporto. E più mi dico di recuperarlo, più arrivano altri che mi distraggono. Altri che ora adoro e magari, tra un po’, saranno un ricordo che vorrò rivivere ma che non avrò la possibilità di fare.
Mi piace aspettare il buio dei pomeriggi di autunno,con il pigiama addosso,lasciare la scrivania,i libri aperti e prepararmi le castagne nel microonde. 450 gradi per 3 minuti. Fa molto "tradizioni che resistono anche nell'era dell'evoluzione scientifica". Molto cool.
Mi sono tinta le unghie di rosso. Per la festa della Gino all'Alcatraz,credo. Però l'ultima volta che l'ho fatto è stato quando è ricominciata la scuola. Ovvero in piena crisi depressiva. In più ho ricominciato a guardare le puntate registrate di Pavlov, che guardavo mentre l'Aretino si scopava mezza Firenze. Che ci sia qualcosa che non va?
Il caso Lilo: due blogger, la metro rotta e la scolaresca
Per hobby, io interpreto i sogni. Invece di collezionare francobolli, rompo il cazzo alle mie amiche cercando di trovare significati alle loro storie oniriche. Qui mi romperò il cazzo cercando il significato simbolico del mio sogno di stanotte.
Sono sulla metropolitana rossa, seduta, indosso una gonna biege un pò svolazzante fino al ginocchio e accanto a me c'è Sasaki. Arriviamo alla fermata Udine (che tra l'altro è sulla linea verde) e il treno si blocca e non può più andare avanti. Così,io e Sasaki dobbiamo fare il tunnel a piedi. Dietro di noi c'è una scolaresca, sembrano ragazzi delle medie ma è composta dai bambini della classe delle elementari accanto alla mia. Andiamo tutti in sto cazzo di tunnel, io sto dietro Sasaki che mi conduce per mano. In questo punto del sogno c'è un vuoto,perchè non mi ricordo se arriviamo alla stazione dopo o usciamo semplicemente dal tunnel,sta di fatto che saliamo delle scale e ci ritroviamo tutti quanti all'interno della villa di Recco dove ho fatto scuola natura alle elementari. A quel punto un bambino, mio ex compagno di elementari, mi chiede qualcosa,che non ricordo,ma ricordo di non avergli risposto. Sasaki si siede di fianco a me e io mi sveglio abbastanza sconvolta. Allora: la metro,come il treno o tutti i mezzi di locomozione,rappresenta il percorso della vita. Ovviamente il mio è la metro perchè sono una metropolitan girl. Il rosso è il colore della violenza e Udine è la città del mio papino, quindi ho dei rimorsi verso mio padre. Sasaki lo amo e come minimo me lo sogno. La gonna la indosso per fare colpo su di lui,non c'è altra spiegazione. Il fatto che il treno si fermi è perchè è un periodo difficile, in cui devo superare un ostacolo: l'esame di maturità o lo scoglio dei 18 anni. La scolaresca, la casa di Recco e il mio compagno delle elementari sono legati a quest'ultima ipotesi. Insomma: io non ho voglia di crescere. Ora però devo capire perchè è Sasaki che mi porta nel tunnel... Forse è un brutto ceffo...
Una torna a casa incazzata nera per un compito di matematica merdoso dal quale è appena uscita, con la mente rivolta al bellissimo pomeriggio che le si prospetta,da dedicare interamente a tedesco. Quell'una torna a casa,pronta a rituffarsi nel suo mondo fluttuante (quell'oceano di camera sua,in cui si nuota tra polvere e giornali vecchi),dove tutto è nel posto dove non dovrebbe essere,ma dove è facile da reperire. E invece... Mamma Flanders ha avuto la brillante idea di togliere i fumetti dalle mensole per metterci i libri che dovevano stare vicini al letto,dove ora ci sono degli orsi di peluche che non vedevo da anni. "E ma prima era tutto un casino!" Ma non le viene in mente che se la roba stava lì un motivo ci deve essere stato? No. Anzi,si stupisce del fatto che io sia arrabbiata. Tranquilla mamma,sto già rimettendo tutto come era prima. E se nel frattempo vai a fare in culo mi fai piacere.
Lilo:"Mammaaaaaaaahhhhh!!!!-richiamo della giungla-" Mamma Flanders:"Eééééééééèèèèèèèèèèhhhhh?????-risposta della giungla-" Lilo:"Che bella la tua borsa!!!" M.F.:"Quale?" L:"La tua borsa." M.F.:"Ce l'ho da 4 o 5 anni!" L.:"E allora?Ora che sono cresciuta e i miei gusti sono più raffinati ho notato la tua borsa e dico che è bella!Cacchio mamma non sai neanche accettare un complimento!Sai che ti dico,la tua borsa fa schifo!"
I'm feeling supersonic - give me tisana alla malva
Stamattina mi sono svegliata con dei bubboni sulla schiena, tipo irritazione da pannolino. Ma sulla schiena. E non porto il pannolino. Sarà stress,o il passaggio all'ora legale -cose alla jet-lag-. Oppure è perchè sono tornata e ,mi spiace dirlo, di rivedere i miei e lasciare Vicchi pooh e la collezione di film di Tarantino non c'avevo un cazzo di voglia. Berrò la malva per dimenticare.
La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti.
Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine.
Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno.
Impara a convivere con la tendinite da ballerine.
I'm a rainbow too.