La voglia è pari a zero. Come ogni fine di gennaio,in corrispondenza dei giorni della merla. C'è un periodo nell'anno in cui vorrei cambiare tutto quello che mi circonda,ma non ho un cazzo di voglia di alzare neanche un dito. Per cui,se non sono qui, sono sul letto a prendere polvere.
Non vedo l'ora di andarmene. A New York.Perchè, non per vantarmi, ma io vado a New York.
La capacità con cui i miei si fanno abbindolare dalla pubblicità è strabiliante. Cioè,io mi devo soffiare il naso con i fazzoletti fatti con la carta di giornale (gli eco Lucart per intenderci) e per pulirmi il culo ho la carta igienica con l’aloe vera! Che poi non ho nulla da lamentarmi.Cioè, perché avere un uomo quando hai una carta igienica così morbida e sofficiosa? Ma la questione è un’altra: sempro una pugile dopo un incontro finito male, co’ sto naso rosso. Non potrebbero fare una via di mezzo? Mi vergogno ad andare in giro con un rotolo di carta igienica nella tasca…
Sarà,ma io il "sei molto fotogenica" non lo trovo un complimento. Cioè,è come dire "nella foto sembri una strafiga, ma dal vivo…invece…meglio la foto!" Come può essere un complimento? A sto punto si può dire "che bella foto", almeno non si coinvolgono soggetti che potrebbero sentirsi offesi da altri modi di dire.
Pausa durante un’ora di italiano: Sister:"ma cosa vuol dire "incaprettato" ?" Io e la Danuz ,note pulzelle della scuola di Versaille, abbiamo un flash delle pratiche sadomasochistiche peggiori. Poi ho l’illuminazione "Vuol dire legato mani e piedi insieme" "Ah…pensavo un’altra cosa…e comunque filava anche per come la intendevo io." "Ovvero?" "Scusa: un transessuale ammazza uno e lo trovano incaprettato sotto il letto. Può essere equivoco. Però in effetti come fai a incaprettare uno sotto il letto?Non c’è spazio… Ah, Kia, ma che bisogno c’hai di venire a scuola!"
Ora di matematica. Sister:"Kia, perché un giorno non andiamo all’uscita di un’università?" Lilo:"A cercare marito?" "Ma no!Guardiamo che gente c’è e poi decidiamo che università fare!" "Certo,così se c’è bella gente al Politecnico andiamo a fare ingegneria biomedica!" "Ok, è una cagata."
Una mattina di gennaio,con la puzza di neve nell’aria,la simpatica Lilo e la dolce Danuz decidono di sfruttare la loro maggiore età. Ovvero fanno un allegro gesto dell’ombrello alla scuola e vanno in Duomo. Al Mcdonalds della galleria,le due prendono cappuccino e brioches e chiaccherano vivacemente del più e del meno. La dolce Danuz comunica alla simpatica Lilo che ha visto la foto nuova sul fotolog e ha commentato.
Ma il mondo è piccolo e le vie del web sono infinite.
Alla parola fotolog,una voce si leva dal tavolo accanto: "Hai detto fotolog?" Sì,la dolce ha detto fotolog e la simpatica ha un fotolog.
Così vanno a scoprire che anche le ragazze che ha accanto hanno un fotolog e con loro scoprono tutto un mondo fatto di istituti d’arte, cascine e concorsi di fotografia. E soprattutto la ragazza a cui apparteneva la voce inquisitoria abita quasi sotto casa della fotologger/blogger. E non si erano mai viste.
Non l'ho detto prima un pò per scaramanzia,un pò perchè non mi piace attirare invidie. Ma ora che la cosa è sicura ed è comunque una cosa importante la devo dire. Dal domenica 6 a domenica 13 febbraio sarò qui, dormirò qui con quella bella gente della mia classe. Non rosicate troppo che vi fa male.
Del maschio di fronte alla linguista Alla domanda "che scuola fai?" io rispondo "liceo linguistico". Questo tipo di affermazione innesta in un maschio di età compresa tra i 17 e i 25 anni una serie di reazioni a catena. La prima è una affermazione: "Allora non vai bene in matematica." Il più delle volte la frase esce dalla bocca di persone che vorrebbero mostrare la loro intelligenza, ma non avendone fanno solo una pessima figura. La seconda è una domanda: "Che lingue studi?" E alla mia risposta "Inglese, tedesco e francese" il mondo maschile si spacca in due. Comunque la domanda che segue è "Mi dici qualcosa in...?" I più curiosi, sadici e omofobici scelgono il tedesco. Gli amatori, al limite romantici, qualche volta masochisti chiedono una parola in francese, rendendosi più convincenti aggiungendo "adoro le ragazze che parlano il francese". In entrambi i casi la domanda crea un certo imbarazzo. 5 anni di studio di lingue straniera si eliminano improvvisamente, perfino gli insulti, che sarebbero tornati utili in questa occasione. E soprattutto, questa è la domanda più stupida che si possa fare. Perciò se doveste mai incontrare una che studia al liceo linguistico e vi venisse voglia di chiederle una parola in una lingua per voi inusuale non fatelo. Tanto non ve la da lo stesso. O almeno siate alternativi e chiedetele una parola in inglese. Che fuck off lo sanno tutti cosa vuol dire.
Non che la cosa mi faccia dispiacere, ma sono quattro notti consecutive che sogno Massimo Coppola. Ora,penso si sia capito il mio apprezzamento nei confronti del suddetto."Apprezzamento" mi sembra quasi riduttivo. Comunque sognare Massimo Coppola non mi era mai successo. E per mio dispiacere non erano neanche sogni erotici o di appolpamenti vari. Nel primo lo incontravo nel negozio di Tim Camino in corso di porta ticinese,circondato da magliette,borse,pupazzi e spille delle Superchicche. Nel secondo, su una scala di mattoni che portava in una torre vicino a una ferrovia.Cielo azzurro con nuvolette bianche da cartolina,un binario circondati da campi di grano e io seduta di fianco a Massimo Coppola. Il terzo è un pò più metropolitano. Sale sull' autobus e si appoggia al palo attaccato al posto dove sono seduta.E inizia a leggere il giornale che sto leggendo (mi pare fosse Rolling Stone,dove lui tiene una rubrica.). L'ultimo è il mio preferito. Massimo Coppola mi accarezza la testa mentre io non riesco a dormire.Più che un sogno,credo sia un'allucinazione da stato febbrile. In tutti i sogni io e lui non parlavamo.E lui indossava una camicia bianca e una cravatta nera. Insomma,il mio ideale di uomo. Ma il problema non è la qualità dei sogni,ma il motivo che mi porta ad avere lui come co-protagonista. Io tendo a rifugliami nella visione delle puntate registrate di Pavlov o nella lettura del libro di brand:new quando le cose si stanno o si sono già messe male. Oltre a fare già queste due cose,me lo ritrovo pure nei sogni.
C'ho la Shangai. Influenza senza febbre,ma con tutti gli altri effetti indesiderati. Che ometto,perchè un pò troppo pulp. Sono diventata una Plasil-dipendente. Sarò assente ancora un pò. E questa volta le scarpe non potranno guarirmi.
Domenica sera mi è venuto un mal di stomaco fortissimo. Neanche di pancia,proprio di stomaco. E non è che avevo tipo il vomito o chissà cos'altro. No!Niente!Solo una spada da samurai conficcata nello stomaco. Sta di fatto che non riuscivo a dormire.Lla mattina dopo i dolori continuavano ancora peggio. Lunedì pomeriggio sembravo uno zombie scappato da una casa di riposo (il mio pigiama non è propriamente un pigiama allegro e giovanile). Martedì mattina sono andata sui Navigli e ho comprato un paio di scarpe. Chissà come mai,dalle 11.57 di quella mattina mi è passato tutto! Ah,che belle le mie scarpe nuove...
Ho passato un capodanno leggermente migliore di quello dell'anno scorso. Mi sono mancate un sacco le mie amiche, ma almeno non ho passato le prime ore dell'anno sul cesso col cagotto.
La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti.
Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine.
Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno.
Impara a convivere con la tendinite da ballerine.
I'm a rainbow too.