martedì, 31 maggio 2005

 
 

Impara ad odiarmi 5

Chiusi gli occhi e per un attimo pensai di essere nella solita spiaggia. Quella dove ci siamo baciati la prima volta.
E come la prima volta le sue mani facevano di tutto per infilarsi ovunque.
”Non c’è un posto dove stendersi?”
”C’è un letto, di sopra in camera mia.”
-Perché ora ne parliamo un attimo, cari ragassuoli: sono 2 anni che io mi sogno di scoparlo e lui non l’ha mai fatto prima perché ero ancora da deflorare. Ora che quello che c’era da cogliere è stato colto si potrebbero anche aprire le danze! Ma mi avete preso per una che si ritira all’ultimo minuto?-
Silenzio. “Non voglio salire”
Ma allora non ha capito!
Ci sono cose che se un uomo non vuole fare, non le fa. Prima di guardarmi negli occhi.
”Ale, saliamo.”
Fisso,diretto, come con i cani. Che io mica soffro per niente.
”Ok”
Il cuore mi era arrivato in gola e sbatteva contro le tonsille. Evitavo di tenergli la mani, perché l’avrei infradiciato.
In casa l’Aretino andò in bagno, io in camera.
Nel videoregistratore “Lilo & Stitch”, che il mio soprannome è un suo regalo.
Quando arrivò in camera lo vidi stupirsi per tutti i ritagli di giornale sui muri e sull’armadio.
”Mi ricorda la casa di Ale Modena, con la neve.” L’unica volta in cui dormimmo insieme.
Le sue labbra sulle mie, le sue braccia a stringermi e poi il nulla.
Steve Urkel una volta lo definì “ballare la polka orizzontale”.
Lui disse che questo non era sesso, era fare l’amore.
Io ero disgustata. Nel copulare,il suo volto era identico all’Urlo di Munch.
L’Aretino era brutto e sparava un mare di cazzate.
Missione compiuta.

-vi giuro che il prossimo è l’ultimo!-

postato da Lilo | 17:54 | commenti (21)




domenica, 29 maggio 2005

 
 Impara ad odiarmi 4

Mentre andavamo verso casa mi chiedevo se l’assenza di Nuova Ossessione dalla scaletta del concerto era da prendere come segno premonitore.
Io odio la percezione della fine più della fine stessa. Non mi restava che fare di tutto perché nulla si dissolvesse.
O chiudere al più presto le cose in sospeso.
Dalla stazione centrale a casa mia sono 15 minuti a piedi. 15 minuti in cui lui parla dei suoi progetti per le vacanze.
Arriviammo praticamente sotto casa mia e l’Aretino mi comunicò di dover cambiare l’acqua al pesce.
”Adesso saliamo in casa e vai in bagno”
”No,non voglio salire.”
…Cosa? Non vuoi salire? E io che cazzo avrei fatto la ceretta a fare? E questi 20 euro di completino da Tezenis dove li mettiamo? Anzi, dove te li metto?
Pisciò davanti alla trattoria toscana dei miei vicini di casa e arrivammo davanti al mio cancello.
La camera dei miei era illuminata e si vedevano due ombre che si allontanavano dalla finestra.
Ottime premesse per la serata.
Entrai in casa per salutare i miei, bevvi 2 litri di thè freddo al limone e mi spazzolai i capelli.
L’Aretino mi attese in cortile.
Al mio ritorno ci sedemmo sotto il balcone del mio salotto, al lato opposto della camera da letto dei miei, e mi strinse forte a sé.
”Chiara, mi sembra un sogno.”
Era una serata calda e stranamente poco umida.
Meno umida del nostro bacio.
Sapeva di tabacco, come sempre.

postato da Lilo | 20:53 | commenti (25)




giovedì, 26 maggio 2005

 
 Impara ad odiarmi 3

Ci immergiamo nel carnaio della platea del forum. Alle 9 l’Aretino si prepara una sigaretta al drum.
Nella prima foto che gli ho scattato, luglio del 2003, stava preparando una sigaretta al drum.
Speravamo entrambi che suonassero la nostra canzone, ma nessuno lo diceva.
Inizia il concerto tra gridolini e luci verdi.
Ballare davanti a lui. Le sue mani intorno alla vita. Le sue labbra sul collo. Le mie sul suo petto.
Attacca Abitudine. “Questi siamo io e la Marta.”
Un brivido di godimento mi elettrizzò.
Attacca Dormi. La ballammo stretti come fosse l’ultima cosa che avremmo fatto insieme.
E se lo stessi perdendo?
Attacca Discoteca Labirinto, con Morgan.
”Devi imparare ad odiarmi” mi urlò in un orecchio.
”E se io non avessi voglia?”
Attacca Preso Blu. La voce di Samuel mi sciolse le articolazioni.
Cantai l’intera canzone appoggiando le labbra sulle sue.
L’Aretino sbagliava le parole e non riusciva a muoversi a ritmo.
L’orso Baloo, in Ti bastan poche briciole, è Nureyev al confronto.
Ma sembrava che suonasse un pianoforte sulle mie spalle. Un allegro con brio, a sapere cosa voglia dire.
E mi scioglievo sempre più. Non era solo sudore quello che colava dalla mia fronte, era spirito.

Neanche una nota di Nuova Ossessione
”Cazzo, dobbiamo scrivere ai Subsonica.”
”Giusto Chiara! Imponiamo lo scioglimento del gruppo.”
”Lo scioglimento nel gruppo in acido muriatico!”

postato da Lilo | 18:39 | commenti (18)




mercoledì, 25 maggio 2005

 
 Impara ad odiarmi 2

Mi ha parlato delle 5 piantine di marijuana che coltiva in casa. Mi ha fatto vedere le foto della gita al mare che ha fatto quello stesso fine settimana con i suoi amici a Principina. Mi ha elencato tutti i libri che a letto in questi mesi.
”Cazzo,” pensai “deve piacermi davvero tanto per non essermi già addormentata.”
E il suo nome tornava spesso nei suoi discorsi. Marta.
”Poco tempo fa mi era pure venuto in mente di lasciarla, la Marta. Ma non ho avuto le palle per farlo.”
Il suo braccio mi cingeva i fianchi e le mie gambe erano incrociate alle sue. Nelle pause mi baciava la punta del naso.
”Come ti ho già scritto, lei non è quella che credo la donna più giusta per me.”
Pareva quasi che quella fosse una mia zona erogena.
”Quella ce l’ho davanti.”
Mi lusingavano quei complimenti?
”Ho scritto qualcosa in questo periodo, cose da poco. Ma scrivevo solo per te e vorrei continuare a farlo.”
Fallo. Ti prego.
”No, ci vuole interazione.”
Alle 7 e mezza andammo al Mc Donald’s di fronte. Cose take-away da mangiare in metro.
Stazione Centrale – Famogosta – autobus per Assago
Ancora mille abbracci, ma le sue labbra sembravano lontane chilometri.

postato da Lilo | 18:06 | commenti (13)




martedì, 24 maggio 2005

 
 

Impara ad odiarmi 1

Quando mi emoziono mi vibrano le guance, come se avessi un sapore acido in bocca che mi fa contrarre le labbra.
E mi si sciolgono le mani.
Ore 17.30, fermata della 42 in stazione Centrale. Un ragazzo con una camicia blu e la barba incolta si avvicinava e sgranava gli occhi. L’Aretino non mi aveva mai visto con gli occhiali.
E quando lo strinsi gli occhiali si conficcano nella tempia. Per un attimo in stazione si respirò aria di mare.
Il sole stava divorando le nubi da giudizio universale che fino a quel momento avevano coperto Milano.
L’imbarazzo era tale da farmi parlare come la peggio stronza tutta battutine e sfrecciatine, quando avrei voluto fare tutt’altro che parlare, che camminargli accanto senza sfiorarlo.
Sui gradini del Duomo i suoi occhi mi consumavano, eternamente rivolti verso di me. E il sole mi scioglieva, ma non avrei mai tolto la giacca. Non faccio subito la figura della trippona.

postato da Lilo | 14:08 | commenti (20)




sabato, 21 maggio 2005

 
 

Mi hanno passato la palla

Faccio quello che Neumanndandy mi ha chiesto


Volume totale dei file musicali sul mio PC:
1 GB e passa –dovrò cancellare qualcosa…-

Ultimo CD comprato: “Terrestre” Subsonica (non mi piace molto, sembrano una band agli esordi)

Canzone che sta suonando ora: “I’m a cuckoo” Belle and Sebastian

Cinque canzoni che ascolto spesso ultimamente (stando al media player):  nei dati recenti ci sono queste:

1- Oasis – See the sun
2- Duran Duran – Electric Barbarella
3- Death cab for cutie – Title and Registration
4- Von Bondies – C’mon C’mon
5- Marlene Kuntz – Fingendo la poesia

Io la passo al
Dottore e alla Verina. Poi se lo vuole fare pure qualcun’ altro, basta chiedere.

postato da Lilo | 13:56 | commenti (8)




venerdì, 20 maggio 2005

 
 Lezioni di vita

Studiare ascoltando il cd che avevi preparato a luglio dell’anno scorso,prima di partire per il mare, è come avere le kinder délice nella credenza ed essere a dieta.
Bisogna fare dei sacrifici per un futuro migliore.
Certo, come no.

Vorrò morire. Dal 24 in poi.

postato da Lilo | 17:27 | commenti (6)




domenica, 15 maggio 2005

 
 Una stirpe di scaricatori di porto

Oggi,il mio cuginetto di secondo grado ha fatto la comunione.
Ogni volta che il parentado si riunisce, mi diverto ad ascoltare di quanto aumenta il numero di parolacce pronunciate di fronte a me all'aumentare della mia età.
Bhè,pare che io sia una donna ora.

postato da Lilo | 18:40 | commenti (33)




sabato, 14 maggio 2005

 
 Ecco il perché del cappello

Erasmo ha la stessa pettinatura di Fabio Volo.
Traduci: è stempiato e un po’ in piazza.
Ma ha un viso talmente armonioso che mette in secondo piano tutti i problemi tricologici.
Ah, quella barbetta incolta… mi farei grattugiare volentieri la faccia da quella barba…

(grazie ancora, papino)

postato da Lilo | 13:42 | commenti (1)




mercoledì, 11 maggio 2005

 
 Immaturità

Maledetto il giorno in cui ho scelto di fare la tesina sul consumismo.
Maledetto il giorno in cui ho deciso di mettere tedesco in tesina.
Maledetto il giorno in cui ho deciso di fare tedesco al liceo.
Maledetto il giorno in cui ho iniziato il liceo.
Maledetto il giorno e il sole, che fa tanto giro in Porta Ticinese.
Maledetti tutti quelli che la maturità l’hanno già fatta e quelli a cui manca tanto prima di farla.

Quanto odio represso…

postato da Lilo | 15:50 | commenti (15)




lunedì, 09 maggio 2005

 
 Faccio outing

La C.G., quella bella ma un po’ bestia, sono io.
Ma non date troppo peso alle parole.

postato da Lilo | 15:01 | commenti (8)




venerdì, 06 maggio 2005

 
 Di come Lilo è diventata la donna più felice del mondo part 2

Domenica primo maggio. Milano si sveglia sotto un sole quasi estivo
e il leggendario Aretino mi invita a vedere il concerto dei Subsonica il 23 qui a Milano.

Vedremo il concerto dei Subsonica e passeremo la notte a casa mia, fino alle 5, quando dovrà prendere il treno per Firenze.
Dove sta la sua fidanzata.

Quella futura cornuta della sua ragazza.
Aahahahahhahahahahahahha!!!
  

postato da Lilo | 17:52 | commenti (23)




lunedì, 02 maggio 2005

 
 Di come Lilo è diventata la donna più felice del mondo part 1

L’ho visto
Eravamo io e l’amico D. alla fermata del 2 vicino alla Scala, più o meno alle 17.30.
L’ho visto
Primo maggio, domenica. Il numero di tram già striminzito era stato ulteriormente ridotto.
L’ho visto.
Insomma, dopo una decina di minuti non era ancora arrivato nulla.
L’ho visto
Io avevo la gola felpata, causa caldo estivo improvviso, e il bar Scala, che stava alle nostre spalle, era chiuso.
L’ho visto.
Tra un passo di “Come trattare le donne” di Schopenauer, che D. ha comprato su mio consiglio, e uno sguardo sulla gente che passa, attendiamo fiduciosi il tram.
L’ho visto
Dal fondo della via arrivano due uomini in camicia. E io adoro gli uomini in camicia.
L’ho visto
Mi attirava in particolare quello più a destra, aveva un volto che da lontano mi pareva familiare.
L’ho visto
Mentre si avvicinavano notai che la camicia non era bianca, ma aveva delle sottili righe azzurrine.
L’ho visto
E notai gli zigomi spigolosi
L’ho visto
Notai i capelli scuri e gli occhi ancora più scuri
L’ho visto
e voltandosi a parlare con l’amico, notai i nei sulla guancia
L’ho visto
Quegli arti magri, quel corpo gracile.
L’ho visto
Un portamento fiero.
L’ho visto
Passarono oltre, e le gambe non riuscivano più a reggermi.
L’ho visto
Gli occhi erano sbarrati e il cuore, l’ho sentito, era caduto a terra.
L’ho visto
Mi voltai verso l’amico D.
L’ho visto
”Hai visto? Era Massimo Coppola.”
L’ho visto
L’aveva visto e voleva pure fermarlo.
L’ho visto
No, non lo fermai. Gli idoli vanno lasciati nel loro stato di creature irraggiungibili.

postato da Lilo | 18:56 | commenti (14)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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*loading* persone si sono bruciate le retine.
Basta con gli occhiali da sole da cinque euro!

 

non sentitevi obbligati ad usarlo

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