mercoledì, 29 giugno 2005

 
 Esistenzalismo

Io ho preso 37/45 negli scritti senza fare un cazzo tutto l’anno e mi chiedo: che avrei preso se avessi studiato anche solo ogni tanto?
Ah, fino all’8 luglio si andrà avanti così.
Poi venite a casa mia a bruciare la grammatica tedesca nel camino. Ho tanto gin nel mobiletto della sala.

It’s not the way that I want it – it’s just the way that I need it – day after day (Kelly Osbourne – One Word)

postato da Lilo | 19:37 | commenti (14)




martedì, 28 giugno 2005

 
 Poche parole

Io non ho parole.
Anzi sì.
Oddio che schifo questa maturità.

Ho bisogno dell’affetto che solo qualcosa di acquistato può dare.

Uh - baby - I feel right - the music sounds better with you (Stardust - Music sounds better with you)

postato da Lilo | 15:29 | commenti (5)




mercoledì, 22 giugno 2005

 
 

Prima prova

“Oh, speriamo ci sia Svevo”
”Di brutto! Al massimo c’è quella gentaglia tipo Saba, Moravia, Calvino.”
”Tutto il secondo dopoguerra ye-yeah!”
”…”
”Danuz andiamo a pisciare!”
”No!”

Davanti alla scuola eravamo le solite quattro, il resto della classe e tutte le altre quinte dell’istituto Virgilio ammassate sui gradini dell’entrata. La prima prof ad arrivare, ebbene sì, è proprio lei. Zompetta sulle strisce pedonali con i capelli biondi raccolti in uno chignon oscillando un sacchetto nella mano destra.
”Ciao ragazze!”

Merda, proprio quella svampita di tedesco doveva essere la prima ad arrivare.
”Ragazze, vi ho portato un regalo!Prendetene due o tre”
Ci porge il sacchetto e dentro troviamo un migliaio di braccialettini, quelli a spirale fitta fitta che quando cerchi di toglierli ti portano via anche qualche pelo. Argento e blu.
”Grazie prof.” Alle volte sembra pure una persona gentile. Ma io avevo comunque il terrore di indossarli. Avevo come un presentimento.
”Portano fortuna!”
Peccato che il blu mi si sia rotto dopo 1 minuto.

”Wow!!!Aspettavo questo momento dalla prima!!” La Sister vide realizzarsi una delle sue fantasie: i banchi disposti in fila indiana nel corridoio.”Poi passano in mezzo quelli di Studio Aperto!”
Ero spiacevolmente calma. Mi spiaceva non avere un po’ di quel cagotto pre-compito in classe.
Ma sapevo così bene Svevo e quegli altri autori del dopoguerra da non preoccuparmi.

”Kia,andiamo a prendere l’acqua?”
”Brava che me l’hai ricordato!”
La macchinetta delle bevande fredde non c’è al secondo piano.
Neanche al primo.
Al piano terra sì.
”Vai Ale,prima tu!”
Acqua naturale.
Anch’io seleziono l’acqua naturale.
La scritta sulla macchinetta. vuoto
Cazzo, rutterò per tutto il tema con quest’acqua gasata!

”Arriva la bustaaaa!” ha gridato non so quale professore.
E iniziarono dal fondo ad arrivare delle strane voci, come un eco che arriva da un tempo lontano. Quello della terza o quarta superiore.
Nella sede dell’aeronautico accanto alla sede qualcuno si stava esercitando con la tromba. Per qualche minuto eseguì ininterrottamente le prime note dell’ Ave Maria di Schubert, ma a un certo punto le sentii, sono sicura, le note del tema principale del terzo episodio di Star Wars.

Pa pa pa - pa papà pa papà

Chi cazzo se lo ricorda Dante?
E chi cazzo è sto Avo Ciccioguida?
Dove stanno quelli del ministero, che gli sparo in culo?
E poi,cos’è tutto sto sole che mi arriva addosso?
”Chiara vieni via da lì”
No,pezzo di stronza tedesca!Non ti avvicinare pure tu!!!
”Spostati un po’ indietro.”
Aaaaah!!!

Inutile dire che tolsi l’unico braccialetto rimasto della prof. E indietreggiando il sole non mi arrivava più addosso, ma mi scoglievo comunque.
E scelsi il tema sul viaggio.
Che di banalità sul viaggio ne so più che sulla libertà.


postato da Lilo | 17:42 | commenti (15)




martedì, 21 giugno 2005

 
 No, non è nervosismo

Io con tutta l’allegria del mondo mi sono connessa al messenger. Ma proprio col sorriso sulle labbra.
E tutti i contatti a fare a gara a chi per primo mi ricordava gli esami.
Ma perché siete agitati per i miei esami?

Ah,aggiungo una cosa: ieri mi sono svegliata alle 7.15, mi sono lavata e mentre facevo colazione ,7.30, ho lasciato un commento. Mi sono vestita, ho polleggiato davanti alla tv e alle 8 è passata a prendermi una mia amica per andare a scuola. Alle 8.30 ero davanti a scuola con altre mie compagne a parlare col Perez, poi ho consegnato copertina,mappa concettuale e bibliografia della tesina a quella svampita della prof di tedesco. Sono rimasta con le mie amiche a chiacchierare fino alle 10 e con la stessa che mi ha accompagnata sono tornata a casa.
Spero di essere stata abbastanza esaustiva nella spiegazione del perché ho commentato alle 7.30.
-Ma da quando si fanno commenti sull’ora in cui uno commenta?-

Eccheccazzo.

postato da Lilo | 11:44 | commenti (11)




domenica, 19 giugno 2005

 
 Classe Vera

Perché dovrei ascoltare dei gruppi di cui non so manco il nome, quando posso venerare da vicino Vera?
-Esempio vivente che la gente non è mai quello che scrive. Nel suo caso,è mille volte meglio live. Forse più degli ormai leggendari super elastic daygum protex -

postato da Lilo | 14:50 | commenti (10)




giovedì, 16 giugno 2005

 
 Papà Flanders e le insidie della rete

Papà Flanders era al computer e cercava il sito della Federazione Oratori italiani. Organizzazione di dubbia esistenza, dal nome minaccioso, ma se il papà la cercava vorrà dire che esiste.
Insomma, cercava un sito sugli oratori digitando a casaccio sulla barra degli indirizzi.
Al nome di un sito il computer risponde con una finestrella.
”Attenzione!Materiale vietato ai minori di 18 anni![…]Ragazze bellissime[…]Se vuoi andare avanti clicca Ok”
Le ragazze degli oratori, al massimo, sono belle dentro.
Sul desktop apparve un programma di riproduzione video di origine sinistra e la finestra non aveva intenzione di chiudersi.
Mio padre, cercando un morigerato sito cristiano, ha scaricato un virus porno.
Ah, l’ironia della sorte.

postato da Lilo | 13:25 | commenti (11)




lunedì, 13 giugno 2005

 
 

Lilo e l’eterologa

Spesso capita che quando presento a qualcuno mio fratello, il malcapitato risponda “Ma non vi assomigliate per niente!”.
Questa reazione è dovuta alla diseguale distribuzione delle caratteristiche familiari durante la gestazione: io ho preso tutti i pregi della famiglia e lui tutti i difetti.
Può sembrare una frase altezzosa,ma non me ne vanto affatto.
Mio fratello ha preso le orecchie piccole e il naso a punta di mia madre, la stempiatura e la postura da pensionato di mio padre, soffre di ansia immotivata come mio nonno e ha una perversa passione per i litigi come mia nonna.
L’unica cosa che ci accomuna è uno spirito rivoluzionario rispetto alla tendenza conservatrice al limite del bigotto dei miei genitori.
Ma se il mio nasce da una seppur superficiale riflessione, il suo ha una natura, come dire, istintiva.
Che in certi casi mi lascia perplessa.

Dopo pranzo io, mio fratello e mia madre (mio padre fa il pisolino) ci ritroviamo in salotto a parlare dei fatti di cronaca più scottanti e in un modo o nell’altro mio fratello riesce sempre a tirare fuori il suo dramma personale: la mancanza di figa.
In questi ultimi giorni si è parlato del referendum. I genitori Flanders si sono schierati a favore dell’astensione e trincerati in una specie di silenzio stampa. Il fratellone pareva non avesse nessun altro scopo nella vita che quello di sbandierare i suoi quattro sì. Io ero ancora in fase decisionale su un punto: eterologa sì o no?
Mentre mi dedicavo a una riflessione profonda su questo tema, quel represso inizia uno dei suoi lunghissimi e sgrammaticati sermoni verso mia madre riguardo l’argomento.
”Perché se una vuole un figlio deve farcela in tutti i modi, che io dico cioè è giusto che anche con il seme di un altro si può (ricordo che i suoi discorsi sono sgrammaticati), io non capisco tutto questo accanimento della Chiesa,cavolo!”
Poi, con la maestria di uno studente di retorica, espose il punto che decise la mia posizione:
”E poi io voglio donarlo il mio seme, che così poi ci sono tanti Max in giro, e c’avrò dei figli anche senza tipa! E ci guadagno pure!”

Pare voglia che io voti no.

 

 

postato da Lilo | 15:41 | commenti (13)




mercoledì, 08 giugno 2005

 
 Addio Fratelli Bandiera

Sembrava un giorno come tanti.
Sembrava il solito tragitto in 60 alle 7 e 40. Sempre la solita gente sull’autobus.
Il solito tragitto a piedi con la sigaretta in mano, a specchiarmi nelle vetrine.
Le solite ore di italiano, con l’antologia che pesa come un’incudine.
I soliti rutti del Perez mentre legge le poesie.
Le solite battute, i pugni alla Sister, il thè freddo al limone nelle lattine piccole, le cartacce sotto il banco.
Ma, cazzo, era l’ultimo.
Da oggi basta. Finito. 5 anni chiusi.
Niente più compito in classe - oggi interroga - fammi copiare gli esercizi di tedesco – banco vicino alla finestra
Stop.

Oddio. E ora?

postato da Lilo | 17:35 | commenti (30)




giovedì, 02 giugno 2005

 
 Impara ad odiarmi 6

Ma un sogno, quando si realizza, indipendentemente dalle aspettative, lascia una piacevole sensazione di vittoria. Una specie di rivincita su tutti quelli che ti hanno detto “Non si realizzerà mai” e su te stesso, che non ti sei mai fidato delle tue capacità.
È con questi sentimenti che mi abbandonai sul petto dell’Aretino, ricordandomi di tutte le volte in cui ho stretto il cuscino credendo di averlo accanto a me.
Ed è da quella cassa toracica che risuonarono queste parole:
” Forse è giusto finirla qui.”
Quindi è venuto qui, in tutti i sensi, e poi se ne torna a Firenze pronto per dimenticarmi?
”L’estate prossima non ci sarò al mare, e non avremo altre occasioni per vederci. Ma non devi pensare che io sia venuto qui per fare i miei porci comodi e che ora fugga via. Per te ci sarò sempre.”
La più grande stronzata che un uomo possa dire alla donna che sta lasciando.
Che poi, “lasciando”. Non abbiamo nessun legame, non avrei neanche il diritto di lamentarmi.
E poi lamentarmi di cosa? Fino a un secondo fa non vedevo l’ora che dicesse una cosa del genere. Ma ora?
Non avevo più parole, come sempre di fronte alle frasi riguardo noi dell’ Aretino.
Ma era giunto il momento di liberarmi dal suo giogo. Nessun ragazzo doveva più essere alla sua altezza, perché lui non era superiore a nessuno.
Anzi, era il più infimo dei bastardi.
Ma non si cancellano 2 anni in una frase, neanche in una sigaretta. E non dimentico tutto quello che lui ha fatto per me.
Ma mi dimenticherò dell’Aretino, mi ricorderò di Alessandro, l’urlo di Munch.
”Chiara, non puoi immaginare quanto vorrei averti sempre al mio fianco.”
Io non più.
Alle 5 di mattina uscì da casa mia e mi diede l’ultimo bacio. Non voleva staccarsi. Io volevo andare a dormire.
Mi piace immaginare che lui mi ami di più di quanto io non abbia mai fatto.
Immagino.
Addio Bastardo.

postato da Lilo | 12:35 | commenti (31)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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*loading* persone si sono bruciate le retine.
Basta con gli occhiali da sole da cinque euro!

 

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