Ho passato quattro notti a lottare contro l’insonnia,a vincere battaglie che portavano a terribili incubi.
Una notte,ragni che mangiavano ragni.
Un’altra,staccavo con un morso un dito a un commesso sedicenne tamarro della rinascente. E riproducevo alla perfezione il sapore del sangue nella mia bocca,tanto da svegliarmi con la nausea.
Poi arrivarono due paia di scarpe.
”Neanche i bambini dormono così bene”
In questa torrida estate marittima è tornato alla carica uno dei personaggi più esilaranti di queste pagine: Turco.
Agli inizi di luglio, il concomitanza con la fine degli impegni scolastici, mi capitò di incontrarlo spesso in un parchetto vicino a casa mia, che io frequentavo insieme a una mia amica nella speranza di incontrare Erasmo (altro personaggio già citato). E scoprii con gioia che aveva finalmente trovato una ragazza, che aveva le caratteristiche per essere la donna della sua vita: carina, gentile e molto, molto stupida. Non lo dico con cattiveria, ma per stare con Turco quest’ultima è una caratteristica fondamentale. Erano molto dolci insieme, si guardavano con i tipici occhi da pesce lesso della gente innamorata. E io gioivo di questa cosa, perché sapevo che non mi avrebbe più cercato.
O almeno credevo.
Verso la fine di luglio mi trovavo già al mare e le mie uniche preoccupazioni erano trovare un olio protettivo per i miei capelli e comprare Vogue. E in una sera come tante mi vibrò il cellulare in tasca. Era lui, che ormai era stato ribattezzato “il bello ma stupido” nei discorsi con le mie amiche marittime. Risposi al suo squillo ricolma di buone intenzioni e in fondo felice del fatto che mi volesse sentire anche solo in amicizia. Non lo credevo capace di provare sentimenti di candida amicizia verso ragazze che in passato voleva possedere selvaggiamente.
E facevo bene.
Queste credenze erano nutrite dai messaggi molto disinteressati a livello ormonale che mi inviava: “Come va?Sei già partita?Io sono a Milano, non c’è più nessuno!”. E alla mia solita spocchia, che mi avrebbe indotta a rispondere “Ma chi te l’ha chiesto?” risposi “Io sto bene, sono al mare da una settimana,ci resto fino al 15!”
A questo punto mi scrisse un messaggio che mi sbalordì: “Volevo scusarmi con te per come mi sono comportato in passato,sono stato uno stronzo.”
Ma che bello! Cerca il mio perdono per poter cominciare una disinteressata amicizia senza lingue in bocca! E tutto ciò è ancora meglio se si pensa che, in realtà, la stronza sono stata io!
”Ma figurati,tranquillo! Tutto passato!”
”Bene…Senti ma, che faresti se io fossi lì?”
Ah,ecco. Mi sembrava strano.
”Ma come va con la tua tipa?”
”Ci siamo mollati e non so neanche perché!”
Allora non è così stupida come sembrava.
”Allora,che faresti? Io ti bacerei le labbra e il collo…”
Ma vaffanculo, ragazzino.
L’arrivo e subito un bacio da tanto desiderato, dal caro amico di Vicchi the Pooh.
Scoprire che è venuto, l’Aretino, ma è già scappato.
Una settimana a fare nulla, senza nessuno.
Incazzarsi con la cretina che ti da buca.
In un weekend la spiaggia che si riempie.
Teino e quel tesoro della sua nipotina.
La bellissima Elisa e le ore a spettegolare.
Elena, una delle poche amiche di infanzia rimaste.
Rivedere un ex e sforzarsi di ricordare il motivo per cui si è stati insieme.
Rivedere una vecchia fiamma e scoprire che è ancora accesa.
Le barzellette della Debby. Forse ero l’unica a ridere.
Il bagno Bahama che si spaccia per Papete.
Il furto dei miei occhiali da vista alla Baia Imperiale e le mie prime lenti a contatto.
La Danuz e la Sister che, dopo una pausa di riflessione, dicono di non apprezzare certi miei atteggiamenti.
Capire di essere superiore a certe persone.
Tutto il vociare dietro le mie spalle.
Andrea-Giovanna, che grazie a me odia praticamente tutti.
Fumare tanto, di tutto e in ogni modo.
Imparare a far su.
Neologismi e espressioni gergali.
Di quanto è buffo scoprire un piercing sulla lingua del ragazzo che stai baciando.
Maracaibo - Tanti Auguri – Carnavalera – Le tagliatelle di nonna Pina
Il mohito del Batija, sempre a metà con Giova.
Il dj del Batija.
La maglietta del Batija.
Il Batija.
Il cappuccino alle 17 nella spiaggia grigia ma sempre piena di gente. In felpa.
I crescioni alle 2 di notte.
Da 4 formaggi e salsiccia a 4 formaggi, salsiccia, wurstel, cotto.
Il sole che si riflette sulla mia pelle, ma non si attacca.
Essere fuori come un culo.
Capire che a volte è meglio stare con gli amici che imboscarsi in continuazione sui lettini dei bagni chiusi.
Un’estate senza grandi amori, ma con amicizie più profonde.
E odi più assoluti.
I’m back.
La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti.
Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine.
Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno.
Impara a convivere con la tendinite da ballerine.
I'm a rainbow too.