mercoledì, 28 settembre 2005

 
 Cronache di una giovane matricola

A guardarla bene una facoltà non è altro che una classe delle superiori con il quadruplo della gente e con meno materie.
La professoressa di sociologia si è fatta voler male già alla prima occhiata.
Il professore di storia contemporanea sembra un cantate di balera più biscardi più un detective di law and order di cui non ricordo il nome, che deve aver preso lezioni di retorica dal Perez perché parlano nello stesso modo, cioè incomprensibile.Il che non si confà a un professore di scienze della comunicazione.
Che ci sono i ragazzi carini, ma fanno scienze della comunicazione, mi chiedo anche solo se riescano ad allacciarsi le scarpe senza aiuto.
Non importa che la faccia pure io,sono dettagli.
E comunque perché secondo voi porto le ballerine?

Come primo giorno è andato più che bene.

postato da Lilo | 16:55 | commenti (13)




martedì, 27 settembre 2005

 
 Cześć! (credo voglia dire ciao)

Del fratello Flanders si è parlato in queste pagine come della caricatura di uno sfigato, la cui sfiga è quella di non essere una caricatura, ma reale.
Bene, salutate il fratello Flanders che è partito per 9 mesi di Erasmus.
La meta? Breslavia, ridente città polacca.
Meta scelta per la celebre, quasi stereotipata, devozione dei polacchi al cattolicesimo (fatto che lo farà sentire a casa)?
No, la figa. Ricordatevi che parliamo del fratello Flanders.
Che poi il polacco è una delle lingue più buffe al mondo. Ascoltare un polacco parlare è come sentire un nastro mandato al contrario. Ma questa è un’altra storia.

Poi io lo tratto male, ma pensare a nove mesi senza di lui è spaventoso. Non mi piace essere al centro dell’attenzione, soprattutto di quella dei miei genitori.

postato da Lilo | 13:36 | commenti (6)




domenica, 25 settembre 2005

 
 La miscela di amori falliti 5

Arrivati all’appartamento li faccio entrare in silenzio, mentre sento il vicino che esce dalla sua casa per non farsi i cazzi suoi.
Tina, a cui ne frattempo avevo tolto il pigiama e messo una mia maglietta su cui ha rovinosamente  rivomitato, reagì come di fronte all’apparizione di un angelo.
”Tina,sono arrivati i ghostbusters!”
Tutti a ridere, sembrava una baracconata.
Erano tre. Due ragazzi e una donna alta e massiccia. Gli altri erano un nano e uno carino, anche se la mia visuale restava distorta dall’alcool che non era finito nel lavandino.
”Come si chiama?”
”Martina”
”Martina?Martina?Martina?Marty?Tina?” La chiamarono in ogni modo,ma lei non rispondeva.
Decisi allora di giocare la carta del cuore, di pizzicare le corde del sentimento, di tirarle uno schiaffo emotivo.Nominando il ragazzo che le aveva rubato il cuore (e non solo) sull’isola greca per poi tornare della natia Inghilterra lasciando una glitterata scia di promesse e dolci ricordi dietro le sue spalle fino ai piedi di Tina.
”Ashley!”
Si svegliò di colpo, miagolando più forte di prima.
”Martina come va?Come ti senti?”
”In ospedale…”
”Se ti portiamo in ospedale al massimo ti facciamo una flebo che accelera la ripresa.”
”mmm…”
”Tina,se vai in ospedale devo chiamare i tuoi!”
”No!”
Finì tutto con una misuratine di pressione e i tre ghostbusters se ne andarono senza un coma etilico.
Ora eravamo ancora noi due da sole. E lei non accennava a volersi addormentare o almeno a calmarsi.
”Chiara, richiamali”
”Tina,stai giù e chiudi gli occhi”
”Noooo!Richiamali!”
”Tina,chiudi gli occhi e dormi!”
”Vomito…”
”No!Tina!Il catino!”
Non aveva più niente da vomitare, era tutto un farneticare.
Io stavo crollando dal sonno. La testa mi pesava tanto da non riuscire a tenere su il collo. Ero sul suo letto, l’assistevo al capezzale. Le tenevo la mano e la sentivo miagolare, fino a quando si zittì e chiuse gli occhi.
Esultavo in silenzio pronta per andarmene a dormire, ma mentre sfilavo la mano dalla sua si lamentò più forte.
”Tina, resto qui.”
Con la mano nella sua,la testa sul suo cuscino e le gambe che penzolavano dal letto aspettai che oltre a chiudere gli occhi si addormentasse.
Dopo qualche minuto riprovai a togliermi e non reagì in nessun modo.
Alle 5 e mezza di mattina andavo a dormire usando i cuscini delle poltrone, che gli altri servivano a Tina per stare su con la schiena.

La mattina dopo,verso le 13, mentre cercavo di eliminare dal salotto l’odore stantio della serata scorsa lavando il lavandino con litri di detersivo concentrato, Tina si svegliò e mi chiese:
”Sbaglio o uno di quelli dell’ambulanza era carino?”
Era in piena forma.

postato da Lilo | 22:05 | commenti (10)




giovedì, 22 settembre 2005

 
 La miscela di amori falliti 4

”Come non esiste?Oddio, Tina, casa nostra non esiste!Tutto un ologramma!”
Non aveva sentito la battuta,o forse non faceva ridere.
”Senti,venite vicino alla stazione, siamo davanti a un hotel di cui non leggo la scritta (avevo tolto le lenti a contatto) e a un oratorio”
Dal fondo della sala giunse un disperato “San Nazarioooo”
”Ecco,sì hotel San Nazario”
”Va bene arriviamo subito.”
Si stava bene sul balcone,ma disgraziatamente era un posto poco discreto per parlare di certe cose. I vicini di casa, due signori anziani che a quanto pare si fingevano sordi solo per il gusto di darci fastidio con il volume della televisione alto durante il giorno, iniziavano a chiedere da oltre il separé di plastica verde opaca “che succede?” “che c’è?”
Respirai il più silenziosamente possibile e inveii altrettanto silenziosamente quando vidi che l’ambulanza prese un’altra strada.

”Pronto soccorso”
”Ciao,sono ancora io (io e la ragazza al centralino ormai eravamo amiche). I tuoi colleghi hanno preso la strada sbagliata.”
”Guarda che sono sotto casa tua”
Vero,erano sotto casa. Avevo un minimo di autocontrollo, non la forza di riconoscere che la stradina davanti a casa non permetteva l’accesso di mezzi di trasporto e quindi era obbligatorio passare da dietro il palazzo.
”Ok,grazie,è stato un piacere,ciao!”

Dalla finestra grido “Quarto piano” ai paramedici,ma vedo che fanno cenni strani.
”Che cosa volete?”
Continuavano a sbracciarsi e a indicare la porta.
”Che c’è?”
Forse dovevo aprire il portone.

postato da Lilo | 20:00 | commenti (8)



 
 Tanti auguri a te!

Auguri The sun is shining, metro di misura del tempo che passa.
(Due anni sono tantissimi,cazzo!)
(Dopo continua il racconto)

postato da Lilo | 12:23 | commenti (6)




mercoledì, 21 settembre 2005

 
 

La miscela di amori falliti 3

Rimboccai le maniche e più a posto di prima ripresi a fare da infermiera a Tina, che invece vegetava miagolando sulla poltrona con il catino sulle gambe.
”Chiara, chiama un’ambulanza”
Farneticava
”Chiara chiama l’ambulanza!”
”Tina,non ne hai bisogno”
”Chiamala!”
”Non so il numero!” Davvero, non so il numero dell’ambulanza. Non è solo un effetto dell’alcool.
”Chiama il 113 cazzo!”
Ok,chiamo il 113 cazzo.

Tuuuu
”Carabinieri”
Oddio,è il numero sbagliato. “Ah,vabbè, senti, la mia amica sta male perché ha bevuto. Che devo fare?”
Sento ridere dall’altra parte della cornetta.
”Io non ci trovo un cazzo da ridere,che cazzo devo fare?”
“Bhò,ha vomitato?”
”Sì,ma dice di stare ancora male.”
”Bhò,dalle acqua e limone. Falla dormire”
”Ok,grazie”
Butto giù immediatamente e le preparo l’acqua e limone. Tina ne beve un sorso e scansa subito il bicchiere.
”Chiara, fai venire l’ambulanza, ti prego. Sto male.”
”Tina, non ne hai bisogno. Hai vomitato tutto quello che avevi da vomitare. Ti manca solo dormire”
”Chiamala…”

Chiamo il 118 allora.
”Pronto soccorso”
”Ah,salve, senti la mia amica è ubriaca, dice di volere l’ambulanza ma secondo me non ne ha bisogno, ha già vomitato ma non riesce a dormire.”
”Dovresti aspettare”
”Ma non succede un cazzo. Chiede sempre dell’ambulanza.”
”Allora te la mando. In che via state?”
Ehm…
”Tina,in che via stiamo?”
Lei scansa un attimo il catino e con le poche energie che le restano accenna un “non lo so”
”E dove dico di venire a quelli dell’ambulanza?”
altro accenno “Residenza ***** ”
”Venite alla residenza *****, è attaccata alla stazione”
”Ok,arriviamo subito.”

Erano le 4 di mattina, pur essendo piena notte si stava bene sul balcone in maglietta e calzoncini, soprattutto per l’aria fresca e non nauseante che invece aleggiava in casa, al telefono con il pronto soccorso.
”Guarda che la residenza ***** non esiste”

postato da Lilo | 11:59 | commenti (4)




martedì, 20 settembre 2005

 
 Errata corrige

Avete presente quando vi dicevo che avrei fatto scienze politiche perché non ero stata presa a comunicazione e società?
Ecco.
Come una di quelle miss non figa, ma neanche così cessa da buttarla via
sono stata ripescata.
”Buongiorno, sono Lilo, scienziata delle comunicazioni.” dirò agli altri signori con cui dividerò la baracca sotto al ponte.

Il racconto continua tra poco.

postato da Lilo | 14:02 | commenti (6)




lunedì, 19 settembre 2005

 
 La miscela di amori falliti 2

Tornate a casa ci sistemiamo per andare a letto e ci prepariamo la camomilla delle adolescenti in vacanza: una tequila sale e limone con i pan di stelle. Che diventano due. Poi tre. Poi quattro. E ancora cinque. Sei.
Forse sette. Inframezzate queste da “ma te pensa quel cretino” “ma tu guarda quello stronzo” “ma porca puttana” “e quelle deficienti” “basta aspettare” e altre, irripetibile calunnie, che non bloccarono l’effetto dell’alcool,anzi. Le nostre teste giravano più forte, le nostre risate erano sempre più sfacciate.
Spostarci dalle sedie del tavolo alle poltrone fu un’esperienza ai livelli del paranormale. Tutti quei pensieri diventarono una sola nebbia compatta, tutto divenne nebbia, divenne slow motion, si liquefacevano i mobili, le poltrone.
E anche la cena di Tina.
Svaccata sulla poltrona iniziò a vomitare e io le tenevo un sacchetto di plastica sotto la bocca per non farle macchiare ulteriormente il pigiama. Ma non era così tanto il mio autocontrollo. Le palpebre mi si chiudevano e ogni suo lamento suonava come la sveglia al mattino. Forse l’ho pure mandata a cagare, ma intanto dal sacchetto di plastica passai al catino,che almeno poteva tenerlo da sola incastrandolo tra il mento e la pancia.
”Un bicchiere d’acqua” chiese a voce bassissima.
”Certo,sì,subito” risposi,abbastanza preoccupata, ma più che altro stupita della mia capacità di reggere l’alcool. Chi se lo sarebbe mai immaginato.
Andai in cucina per prenderle un bicchiere d’acqua.

Mi ricordo che arrivai in cucina, e mi ricordo anche che mi appoggiai al lavandino, poi ho un’amnesia.
So che a un certo punto fu come svegliarsi da un pisolino lungo qualche minuto,di quelli in cui magari sogni pure, ma invece di un televisore acceso sui simpsons trovai un lavandino pieno di vomito.

postato da Lilo | 11:42 | commenti (11)




venerdì, 16 settembre 2005

 
 La miscela di amori falliti 1
[Un altro racconto a puntate. Scusate, ma è troppo lungo per cuccarselo tutto in una volta.]


La miscela di amori falliti, amicizie andate a puttane, prese per il culo, vacanze belle, sì, ma un po’ deludenti, e la facilità di reperire alcool genera mostri.

Se dovessero chiedermi un aneddoto sulla gita a Varazze, bhè, credo che racconterei questo.

Io e Tina partiamo con il pensiero di addormentarci ogni sera, per meglio dire ogni mattina, con la leggerezza di spirito che regala l’alcool. Con quella sensazione di vuoto pneumatico nel cranio che noi, dedite all’hobby dell’elucubrazione, possiamo provare solo dopo un massiccio consumo di cocktail.
Sapevamo già che avremmo bevuto fuori e a casa. Che non era né una questione di luogo, né di tempo. Che la maggior parte dei soldi destinati alla spesa sarebbero finiti in bottiglie di distillati da 40 gradi (ovvero gin e tequila), in qualcosa da aperitivo (Campari) e birre.
 
Il pomeriggio stesso iniziammo con un gin lemon (io) e un bicchierino di campari (tina) prima di uscire per la cena.
A cena, mezzo litro di bianco.
Dopo cena, un mojito (io) e un schifoso margarita alla fragola (tina).

Inframezzato da pizze, fritture di pesce e crepes alla nutella tutto quell’alcool non aveva dato nessun tipo di effetto. Ancora pensavamo agli amori falliti, alle amiche che d’un tratto diventano arpie, al platonismo. Ancora discutevamo di libri e di quotidiani. Di quanto fossimo sfigate. Di belle speranze per il futuro. No! Basta!
A casa c’è la tequila. È giunto il momento di farne buon uso.

postato da Lilo | 16:34 | commenti (10)




martedì, 13 settembre 2005

 
 Informazioni di servizio

Ho dei simpatici aneddoti da raccontare riguardo alla gita al mare, ma prima vi rendo partecipi della mia gioia:
non ho passato il test,quindi farò scienze politiche.
(almeno credo)
Olè!

postato da Lilo | 12:16 | commenti (16)




mercoledì, 07 settembre 2005

 
 Lilo vs meteo

Conscia che il diluvio universale sia alle porte
dopo aver ascoltato mille raccomandazioni dalla famiglia Giuliacci, che consigliano di chiudersi in casa e mangiare la chiave
con tre felpe e la giacca
parto per il mare.
Doveste passare per Varazze, ci si vede là.

postato da Lilo | 11:15 | commenti (6)




venerdì, 02 settembre 2005

 
 Meglio i test di Cosmopolitan

Ho fatto il test di ammissione per scienze della comunicazione all’università statale di Milano.
Pregandovi di non fare i soliti commenti negativi riguardo la facoltà (la scelta non sarà così fantasiosa, ma i commenti a riguardo non lo sono altrettanto), vi avviso già che di sicuro non farò quello.
Odio le successioni di numeri.

postato da Lilo | 17:21 | commenti (12)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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Antipatica e stronza in egual misura
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Gigi la piccola oloturia
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*loading* persone si sono bruciate le retine.
Basta con gli occhiali da sole da cinque euro!

 

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