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sabato, 31 dicembre 2005 Listone - il primo cappuccino da Starbucks a New York postato da Lilo |
16:52 | commenti (28)
venerdì, 30 dicembre 2005 Esponi l’anfratto gotico di te stesso. Ogni venerdì. Io. Tu. Noi. Aspetta, dopo Tu c’era qualcos’altro… Vomito. Altri anfratti gotici di là. postato da Lilo |
14:03 | commenti (2)
sabato, 24 dicembre 2005 Come sapete io fumo. E come lo sapete voi, lo so io e lo sanno pure i miei. E io so di saperlo, che voi lo sapete e che loro lo sanno. Ma se con voi e con me ne parlo, con i miei no .Nel senso che io continuo a comportarmi come se loro non sapessero niente: fumo in bagno con la finestra aperta e il deodorante nella mano libera, mi lavo i denti e le mani manco fossi un chirurgo, nascondo pacchetti e posacenere. E loro non dicono nulla: non un rimprovero, né un biglietto minatorio, nessuna foto in giro per casa di polmoni grigio fumo di Londra, nessun discorso alla “lo facciamo anche noi ma sbagliamo, non iniziare che diventi dipendente”. È lecito chiedersi perché continuare la pantomima degli ignoranza. Semplice: che gusto avrebbe fumare se fosse sdoganato e di dominio familiare, visto che il sovrascritto è l’unico atto illecito che potrebbe essere scoperto che mi concedo? Questa premessa serve a comprendere il peso di un fatto accaduto l’altra sera. Era un sera qualunque di un giorno tra la domenica e il giovedì, giorni qualunque appunto. Io sfogavo la mia voglia di trasgressione chiusa a chiave in camera fumando vicino alla finestra aperta, testimone la Tania che era al telefono con me. Io fumo in camera perché so che i miei non vogliono entrare nel mio regno, in quanto regnato da polvere, vestiti, scarpe e giornali buttati ovunque. Mia madre ha dichiarato qualche tempo fa che entrerà in camera mia quando troverò ordine nella mia mente e quindi metterò a posto camera mia. Erano circa le 22.30 e avevo appena finito di fumare. Stavo al telefono con la finestra aperta in modo che circolasse fuori la puzza di fumo. A quel punto qualcuno cerca di aprire la porta. Dico alla Tanja di aspettare e con il telefono appoggiato al petto giro la chiave e apro la porta cercando di lasciare lo spiraglio minimo per vedere chi fosse e che volesse. Era mia madre, che si appoggiò allo stipite per vedermi meglio attraverso lo spiraglio. Mi guarda dalla testa ai piedi e viceversa e non spiccica una parola. Io la incito con un “bhè?”. Lei mi guarda in faccia, si avvicina a me e a bassa voce dice: ”Ce l’hai una sigaretta?” E no!Allora! I tabù vanno rispettati,cazzo! Non puoi tu, madre, fingere di non sapere nulla, poi quando ti fa comodo fare la mamma ganza e giovane che scrocca le sigarette alla figlia! Ma dove siamo? Nei cessi di un liceo? Non esiste proprio! ”No.” Peccato che mia madre fiuti le cazzate. O almeno fiuti l’aroma di Marlboro che usciva dalla camera. ”Va bene, ce l’ho.” Le diedi una sigaretta e mi richiusi in camera. Mi buttai sul letto ridendo come una matta e urlando a bassa voce (notare l’ossimoro) alla Tanja “Tu non puoi neanche immaginare cosa sia successo!!!”. Dopo questo episodio è cambiato qualcosa? Assolutamente no. Io continuo a fumare in bagno e i miei genitori continuano a non farmi notare la puzza di fumo che si incolla alle tende. Racconto di vita famigliare che fa molto Natale. Pur non sentendo lo spirito nell’aria vi faccio gli auguri. Ora vado a preparare il risotto. postato da Lilo |
18:02 | commenti (19)
venerdì, 23 dicembre 2005 Ieri e' tornato mio fratello dalla Polonia e con lui ha portato un bellissimo ipod mini per me, ormai introvabile a Milano. Mi sento una vera blogger ora. Avrei tante cose da raccontarvi ma devo scaricare il podcast di macchiaradio e l'album dei Black Rebel Motorcicle Club. E ricordatevi di sopprimermi qualora dovessi continuare a parlare di queste cose. (Vi scrivo dal portatile polacco di mio fratello. E' un gran bel portatile, peccato per l'assenza di lettere accentate sulla tastiera e per tutte quelle parole composte da generatori casuali piene di segni strani.)(E nopn si puo' ne' cambiare colore n' carattere.Ma vabbe') postato da Lilo |
11:54 | commenti (16)
lunedì, 19 dicembre 2005 Ok, siamo arrivate tardi e ci siamo persi i The Rakes, ma non eravamo le uniche. Comunque, non ho mai visto così tante teste al Madza Palace, un po’ perché non sono mai entrata dagli spalti, un po’ perché erano più di quelle previste. Ammetto la mia colpa: per me i gruppi che iniziano la loro carriera vestiti di rosso/nero/bianco sono e saranno per sempre gruppi di nicchia, anche se ora indossano abiti blu/viola/arancioni. Nel caso dei Franz Ferdinand, sul palco sembrano un po’ degli impiegati che non hanno avuto il tempo di tornare a casa a mettere maglietta e jeans prima del concerto, allora si limitano ad allentare il nodo della cravatta e a tirare su le maniche della camicia prima di prendere in mano le chitarre. Inizia il concerto verso le 21.30 e finisce in dieci minuti alle 23 circa. Mi spiego: la qualità dei Franz sul palco è altissima. Insomma, ascoltarli dal vivo o ascoltarli dal cd è la stessa cosa. Aumentano solo i brividi, le grida, i movimenti del culo e della testa. Alla fine di ogni canzone ci si stupisce di quanto sia sensuale questa musica e alla fine del concerto ci si stupisce che sia terminato così in fretta. Ma il pregio più lodevole del concerto è stato il limitato scorrere di sudore dal pubblico. Parlando della mia esperienza personale, solo un lieve alone ascellare e un po’ di gocce sulla fronte, tutti documentati fotograficamente. Poi abbiamo incontrato ¾ dei Franz Ferdinand in un locale verso le 4, ma il gin lemon era più importante. postato da Lilo |
19:56 | commenti (21)
sabato, 17 dicembre 2005 Io vado al concerto dei Franz Ferdinand. E voi no .O sì, non lo so. Io sono quella con le scarpe verniciate di rosso, nel caso ci si vedesse là. postato da Lilo |
15:46 | commenti (13)
venerdì, 16 dicembre 2005 Esponi l’anfratto gotico di te stesso. Ogni venerdì. Siamo anime dannate sul bordo di un pianeta ardono le nostre interiora rigurgitando reciprocamente parole d’amore basta con l’assenzio. Anfratti gotici anche qui -rubrica che su/opporta il blog dark- postato da Lilo |
16:57 | commenti (8)
giovedì, 15 dicembre 2005 Ero talmente esaltata dal ritorno alla vita virtuale che stavo per aggiungere tre punti esclamativi alla fine della password di msn. postato da Lilo |
20:00 | commenti (2)
sabato, 10 dicembre 2005 Ho camminato avanti e indietro per casa strisciando i piedi, tagliando la suola delle ciabatte con una scheggia del parquet. Ho riletto Vogue e Marie Claire di novembre e di dicembre. Ho comprato gli ingredienti per fare i biscotti, ma non li ho fatti. Ho riguardato tutti i dvd di sex and the city. Ho affogato i dispiaceri nell’alcool e nella droga fino a vedere l’inferno. 48 ore senza internet sono troppo. Voglio sposare un tecnico del computer, mica un idraulico come dice mia madre. Aggiornamento: Era tutta una cazzata. Il modem è svenuto di nuovo e i tizi della telecom dicono che ce ne vorrà fino a martedì. Ma porca di quella puttana lurida. Scusate i francesismi. -Dal computer di Tanja- postato da Lilo |
13:52 | commenti (9)
mercoledì, 07 dicembre 2005 Mi diverto tantissimo a dare consigli dopo struggenti preghiere e vedere come chi li ha richiesti non li segue. Mi diverte perché so che arriverà quel momento bellissimo in cui potrò dire la mia frase preferita. ”Te l’avevo detto.” E non so chi mi abbia mandato le rose. postato da Lilo |
17:24 | commenti (17)
lunedì, 05 dicembre 2005 Io stavo facendo il bagno. Per l’esattezza, stavo aspettando che trascorressero i 5 minuti di posa del balsamo fissando la confezione del bagnoschiuma. In realtà non stavo proprio aspettando lo scadere esatto dei cinque minuti, non avendo nessun orologio sotto mano. Lasciavo passare un po’ di tempo, rimasto incalcolato. Insomma, stavo facendo il bagno, ergo mi rilassavo dopo aver passato tutta la mattina in giro per negozi in mezzo alla neve. Allora sento s-ciabattare verso la porta e sbatterci il pugno con immotivata violenza. ”EEEEH?” grido, spaventata, facendo uscire quei due – tre litri d’acqua dalla vasca a causa di un movimento brusco delle braccia. ”Chiara, posso entrare?” era mia madre. Mai era successo che mia madre mi interrompesse durante il bagno. Doveva per forza essere successo qualcosa di grave. Malviventi in casa? Attacchi alieni? Lettura del blog e scoperta del nomignolo Flanders? ”Entra” e la vidi entrare in bagno con un mazzo di rose in mano. Rose gialle e rosa a stelo corto. E rideva come una matta. Il mio sguardo esternava tutto il mio stupore/ disappunto/ terrore/ freddo (si era creato un clima tropicale in quella stanzetta, clima che uscì dalla porta appena aperta). ”Aahahahaha!!Sono arrivati per te!!Ahahahah!!” ”Per me? Da chi?” ”Bò!Li ha portati il fiorista!Ahahahahah!” Mi asciugai le mani e presi il biglietto che pendeva dalla carta che avvolgeva gli steli. Sulla busta, il mio indirizzo e quello del fiorista. Sul biglietto: ”3 Dicembre 2005 Auguri per il tuo diciannovesimo compleanno. Un abbraccio Un amico (solamente…ahimè) ” Credo di non aver mai riso tanto in vita mia. Nel senso: voi siete in una vasca con il balsamo in testa a fissare il nulla pensando che dovete comprare le sigarette, che dovete chiedere in prestito gli stivali da pioggia alla vostra vicina, che avete portato Vogue per niente tanto non riuscirete mai a leggerlo mentre vi lavate e all’improvviso entra la mamma con un mazzo di fiori inviato da un anonimo che ahimè per lui è solo un amico, roba che non succede più neanche nelle sceneggiature delle telenovelas argentine. Ma soprattutto la cosa divertente è che a me, le rose, fanno un po’ cagare. Cioè, è divertente pensare che questo ragazzo abbia speso tutti questi soldi per una dozzina di rose che se non fosse per il valore aggiunto di mistero, per me, andrebbero subito nel cestino. Roba che ti vengono i sensi di colpa perché, cacchio, non ti piacciono le rose e quindi non apprezzi lo sforzo di questo qui che ha fatto un gesto così carino, roba che le tue amiche lo sposerebbero subito. Gira che ti rigira, alla fine la stronza sono sempre io. Ma il vero problema ora è: chi cazzo è questo tizio che non sa che non mi piacciono le rose e non conosce nemmeno il mio CAP? Riuscirò a sopravvivere alla curiosità? postato da Lilo |
16:40 | commenti (20)
sabato, 03 dicembre 2005 Non volevo farne 18,quindi figuratevi 19. Dichiaro ufficialmente l'inizio dei retrocompleanni. Oggi compio 17 anni! Non ascoltate quelli dell’anagrafe,loro non sanno niente! Vabbè,tanti auguri a me con molto entusiasmo! E le peggio disgrazie a chi ha fatto nevicare. postato da Lilo |
11:19 | commenti (17) |
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persone si sono bruciate le retine.
non
sentitevi obbligati ad usarlo |