martedì, 29 marzo 2005

 
 

Del perché la mia è una famiglia Flanders

Venerdì sera la famiglia si prepara per andare alla via crucis. Oddio, più che una via crucis era una messa dove si leggeva la sceneggiatura della passione di Cristo. Non c’erano ne vie e solo a un certo punto si è vista una crucis.
Alle 20.20 tutta la famiglia è pronta, tranne io, che con l’eterna speranza di incontrare l’uomo della mia vita, anche in un buco di culo di paese, mi preparo bene.
Mentre eravamo insieme in sala, io frugavo nella borsa per trovare la matita per gli occhi, i miei sbuffavano e mio fratello parlava a vanvera.
Trovata la matita corro verso lo specchio,ma sento che qualcosa mi segue, o almeno ci prova.
La mia borsa si trascina dietro di me, cadendo sulla sedia.
Ovviamente in quanto ragazza frivola mi ero dimenticata di chiuderla, quindi tutto il contenuto si riversa sul pavimento.
Compreso lo specchietto da borsa.
Sono una ragazza piena di difetti e uno di questi è essere superstiziosa. Evito i gatti, non solo neri, non leggo gli oroscopi vecchi, non metto il cappello sul letto…E ho il terrore degli specchi rotti.
Lo specchio era chiuso, per terra, era caduto dall’altezza di circa un metro e tutta la famiglia lo fissava ad occhi sbarrati. O forse lo fissavo solo io, non lo so.
Ma la paura aveva abbattuto le mura tra il mio inconscio e il conscio e mentre mi avvicinavo per aprirlo e controllare che non fosse rotto mi fluì morbido dalla bocca:
 “Se si è rotto, bestemmio.”
Ora sì che i miei sbarrarono gli occhi. E li rivolsero terrorizzati verso di me.
Credo che se avessi brandito un coltello e urlato “Vi ammazzo tutti!” sarebbero stai meno sorpresi.
Mio fratello fu l’unico a reagire con un “Ehi!” e lì capii che avevo detto una delle frasi vietate dal codice dei Flanders.
Puoi dire tutto, le parolacce e la parola sesso solo se strettamente necessario. Ma le bestemmie neanche sotto tortura.
Perché non si può insultare il boss.
Mentre mi piegavo per controllare lo specchio iniziai a scavare una buca dove infossarmi viva.
Avevo il terrore che fosse rotto. Ma il mostro che è in me non vedeva l’ora di tirare un bestemmiane, così, per protesta.
Ma Dio veglia sulle anime delle famiglie pie e sui loro specchi.
Salvo lo specchio, era pure salvo il mio posto in paradiso e la gioia dei miei.
E tutti felici e contenti ci recammo alla chiesa di san Zenone al Po.


postato da Lilo | 21:23 | commenti (14)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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