lunedì, 05 dicembre 2005

 
 Scene da un compleanno

Io stavo facendo il bagno. Per l’esattezza, stavo aspettando che trascorressero i 5 minuti di posa del balsamo fissando la confezione del bagnoschiuma. In realtà non stavo proprio aspettando lo scadere esatto dei cinque minuti, non avendo nessun orologio sotto mano. Lasciavo passare un po’ di tempo, rimasto incalcolato.
Insomma, stavo facendo il bagno, ergo mi rilassavo dopo aver passato tutta la mattina in giro per negozi in mezzo alla neve.
Allora sento s-ciabattare verso la porta e sbatterci il pugno con immotivata violenza.
”EEEEH?” grido, spaventata, facendo uscire quei due – tre litri d’acqua dalla vasca a causa di un movimento brusco delle braccia.
”Chiara, posso entrare?” era mia madre. Mai era successo che mia madre mi interrompesse durante il bagno. Doveva per forza essere successo qualcosa di grave. Malviventi in casa? Attacchi alieni? Lettura del blog e scoperta del nomignolo Flanders?
”Entra” e la vidi entrare in bagno con un mazzo di rose in mano. Rose gialle e rosa a stelo corto. E rideva come una matta.
Il mio sguardo esternava tutto il mio stupore/ disappunto/ terrore/ freddo (si era creato un clima tropicale in quella stanzetta, clima che uscì dalla porta appena aperta).
”Aahahahaha!!Sono arrivati per te!!Ahahahah!!”
”Per me? Da chi?”
”Bò!Li ha portati il fiorista!Ahahahahah!”
Mi asciugai le mani e presi il biglietto che pendeva dalla carta che avvolgeva gli steli.
Sulla busta, il mio indirizzo e quello del fiorista. Sul biglietto:
”3 Dicembre 2005  Auguri per il tuo diciannovesimo compleanno. Un abbraccio
Un amico (solamente…ahimè) ”
Credo di non aver mai riso tanto in vita mia.
Nel senso: voi siete in una vasca con il balsamo in testa a fissare il nulla pensando che dovete comprare le sigarette, che dovete chiedere in prestito gli stivali da pioggia alla vostra vicina, che avete portato Vogue per niente tanto non riuscirete mai a leggerlo mentre vi lavate e all’improvviso entra la mamma con un mazzo di fiori inviato da un anonimo che ahimè per lui è solo un amico, roba che non succede più neanche nelle sceneggiature delle telenovelas  argentine.
Ma soprattutto la cosa divertente è che a me, le rose, fanno un po’ cagare. Cioè, è divertente pensare che questo ragazzo abbia speso tutti questi soldi per una dozzina di rose che se non fosse per il valore aggiunto di mistero, per me, andrebbero subito nel cestino.
Roba che ti vengono i sensi di colpa perché, cacchio, non ti piacciono le rose e quindi non apprezzi lo sforzo di questo qui che ha fatto un gesto così carino, roba che le tue amiche lo sposerebbero subito.
Gira che ti rigira, alla fine la stronza sono sempre io.
Ma il vero problema ora è: chi cazzo è questo tizio che non sa che non mi piacciono le rose e non conosce nemmeno il mio CAP? Riuscirò a sopravvivere alla curiosità?

postato da Lilo | 16:40 | commenti (20)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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