lunedì, 09 gennaio 2006

 
 

Natale in casa Flanders: Racconto di Natale 2

Giuliano allora se l'e' sucess? (Giuliano e' il nome di papà Flanders, nome da vero eroe postmoderno)”
”Ma in pratica dovevamo prendere il treno per andare dal Massi
(il fratello in trasferta polacca) e mentre stavo salendo sul treno son burla' gio' in pie' (sono caduto in piedi) tra il marciapiede e la scaletta che scendeva dal treno. Meno male che c'era la Daniela (mamma Flanders) e penso un altro signore, non so (mia madre è una donna, non super Vicky, e mio padre e' un uomo di sessant'anni appesantito da troppi salumi, di sicuro ci sarà stato qualcun'altro) che mi hanno tirato su subito, e quindi niente (non ha mai imparato a concludere decentemente una frase)”
"Quindi se fosse partito il treno..." "Meno male che non e' partito il treno,altrimenti..." " Se fosse partito il treno, a quest'ora..."
(ringrazio tutti i miei parenti per avermi fatto notare e ricordato più volte che mio padre poteva morire in una cazzo di stazione di una delle nazioni storicamente più sfigate del globo, dove invece che parlare si starnutiscono lettere e dove la gente beve il succo di verza. Sembra quasi che ci sperassero che partisse quel treno! Parenti serpenti.)
"Mica sarei qui a raccontarvelo! Che poi io passando guardavo lì
(il marciapiede) e dicevo (intanto indica verso il basso fingendo di avere lì il marciapiede) -Mah...sarà pericoloso!-"
"Ahahahah!(
guardando me) Se l'e' mandata!"(non ho ancora capito perchè guardando proprio me, forse come monito, del genere "Stai attenta che noi Flanders ci mandiamo sfiga da soli!")

"Allora sun sali' sul treno e mi sono guardato i pantaloni
e (scuote un po' i pantaloni)..."
(mille interruzioni)"Tutto il sangue""Tutti tagliati""Tutti lerci" (Una famiglia di drammaturghi,cazzo.)

"...no,no, non c'era niente di niente!Mi bruciava solo un po' il ginocchio. Poi allora ci siamo seduti e dopo un po' sento gnec gnec tutto bagnato nella scarpa
(scusatelo, non e' bravissimo a fare le imitazioni. Gnec gnec non sembra proprio in rumore di qualcosa di bagnato) e penso uh Dio"
"Hai pestato la merda!"(
questo e' il cugino del Negroni, ma senza aver bevuto nulla. Immaginatelo ubriaco.)

"Guardo in basso
(papa' Flanders glissa sempre certe volgarita') e tuttoooo insanguinatoooo (tono greve, la drammaticità viene soprattutto dall’assenza di correttezza grammaticale), tutto il sangueeee!"
”Nooooo cavolooooo uuuuhhh aaaaahhh
(onomatopee varie).
E quindi?”
”Niente
.(se c’è una cosa che papà Flanders adora fare è mostrarsi superiore e indifferente alle cose schifose come sangue, pus, insetti e fois gras.) Meno male che avevamo due bottigliette d’acqua naturale perché l’acqua dei treni chissà cos’era (in Polonia è noto che nelle tubature scorra succo di verza
).Quindi ogni due per tre ero in bagno a tamponare tutto.”
(Qui interviene Mamma Flanders, che passava sempre nel momento esatto in cui doveva parlare. E sempre con dei piatti in mano.) “A un certo punto è svenuto” (Monocorde, niente sensazionalisti o coloriture. È svenuto, c’è qualche problema? No. Tutti svengono prima o poi nella vita. Che sarà mai!)

”Ah,sì, sono svenuto un attimo.”
(Monocorde, niente sensazionalisti o coloriture. Insomma, vedi sopra)
(L’astante in questo momento sgrana gli occhi e apre la bocca in modo tale che sembri una O, oppure si limita a un “Sarebbe strano il contrario”. Credo ci sia una spiegazione psicanalitica per ogni reazione)

”Che poi sanguinava solo una gamba, l’altra era solo gonfia. Che non vi dico quando me l’hanno incisa
…(tanto poi lo dice)
”Te l’hanno incisa?”
”Eh per forza!
( a questo punto c’è un salto in avanti per cui non si sa che succeda da quando sviene fino al ritorno a Milano) Lì in Polonia non ho fatti assolutamente perché figurati (Figurati è sempre la giustificazione migliore ad ogni reazione o teoria senza senso. Tipo “Papi,mi faccio il purè” “No.” “Perché?”
”Ma figurati!”. Mio padre è ancora legato alla Polonia dei libri di Singer, alla Polonia delle città distrutte, del succo di verza nei rubinetti, dove i medici se vedono una gamba gonfia te la amputano con un coltello con la lama non ben affilata e ti fanno annusare un’ascella come anestesia). Appena tornati a Milano siamo andati con tutte le valigie dal dottore e poi subito in ospedale. Lì mi hanno detto che volevano incidere e che avrebbe fatto un po’ male, ma io gli ho detto di andare tranquilli (papà Flanders, un uomo vero)
. Allora hanno inciso…”
”Aaaaaahh!!!Uuuuuh!!!
(isterismi, deliri, donne con la pelle d’oca e le unghie puntate sul tavolo)
ma che male!!!”
”Ma va, un tagliettino
(eh sì, lui è il mio papà, è tanto forzuto. Anche se quasi piange quando provo a schiacciargli i punti neri)
ma è uscito tutto il pus addosso all’infermiere!!!Tuuuuutto neeeeroooo”
”Bleeeeeaaaahhh!
(Ma neanche stessero sentendo un racconto di Ammanniti o guardando Natale a Miami)

”Poi mi hanno infilato dentro una garza arrotolata per tamponare e me l’hanno tolta il giorno dopo.”
”Niente punti?”
”No, è una ferita rotonda
. (Qui scatta il momento mimo: papà apre la mano sinistra e ci appoggia sopra il dito indice e pollice uniti a forma di cerchio) la ferita è così: un cerchietto con la carne sotto (manterrà questa posa fino alla fine del racconto)

”Bleeeeaaaahhh!!
(abbattetele,presto!!)”

”E adesso tutti i giorni devo cambiare le medicazioni,sciacquare con l’Amuchina Med dentro la ferita, far uscire il pus”
(Qui parlo io, che se sto troppo zitta mi addormento) “E si diverte come un bambino dell’asilo a farti vedere il pus e il sangue che esce, più ne esce più si diverte”
(Mio papà mi guarda malissimo, poi ride. È un dissociato, aiuto)

”E ne avrai ancora per molto?”
”Non credo, ormai si sono quasi richiuse. Però qui il ginocchio è rimasto gonfio. Bhò
(i Flanders sono quella stirpe che evita i dottori come fossero degli atei)
(Parla un parente a caso)
”Ma lo sai che pure io/lo zio/ la Maria/ la Giusy ho/ha questo ginocchio/gamba/anca/gomito che è un po’ messo male perché…”
Il racconto si esaurisce sempre con qualcuno che cerca di eguagliare l’epopea di mio papà facendo la figura del solito parente che parla di malattie. Ma non si può competere con un racconto che è un po’ Splatter, un po’ Travel Novel, un po’ Postmoderno, un po’ Sturm und Drang e Naturalista. Glie l’ho pure detto in macchina verso Garbagnate Milanese, dove vivono gli zii:
“Papà, quest’anno li battiamo tutti con la faccenda del treno!”
”Ma va a ciapà i ratt”

 

 

postato da Lilo | 14:34 | commenti (27)



 



La vita è troppo breve per ballare con uomini brutti. Tira fuori gli oggetti dal forno con le presine. Non mettere magliette fighe per mangiare al cinese, tanto ti si macchieranno. Impara a convivere con la tendinite da ballerine. I'm a rainbow too.

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